sabato 29 dicembre 2012

Momento egoismo.

Adoro dormire insieme a te. Mancano tre giorni al Capodanno di Firenze e lo sto aspettando con ansia. Soprattutto dopo ieri, sul treno quando ti sei appoggiato su di me e hai smesso di muoverti. Sembravi un bambino, con quello sguardo rilassato e le ciglia lunghe, ti osservavo e accarezzavo la curva del naso, delle sopracciglia, massaggiavo delicatamente il capo. Un po’ di solletico alle orecchie, e bacino sul collo. Sono passate tre ore e mi manchi già. Manca il tuo calore, il tuo corpo un po’ spigoloso e la tenerezza che mi ispiri. Mi manca il tuo sguardo che mi guarda adorante. E lo so che non dovrei pretendere di più ma giornate come questa per me non sono mai abbastanza. Vorrei di più. Vorrei svegliarmi con te tutte le mattine, fare la colazione mentre mi parli e io grugnisco perché sono ancora in coma. Vorrei litigare sul fatto che hai un’alimentazione unilaterale e bisogna mangiare tutto e tu rispondi che se sei rimasto magro ci sarà una ragione, e intanto spingi col dito i miei addominali inesistenti facendomi solletico e ridere come un’idiota. Quello che vorrei dirti è che è la quotidianità perfetta che vorrei insieme a te, poterti stare vicina quando sei stanco, arrabbiato e deluso, senza dovere usare messaggi perché neanche chiamarsi si può, c’è troppa gente nelle vicinanze. Vorrei poter vivere la nostra storia come noi la vogliamo, come se non ci fossero altri.

domenica 23 dicembre 2012

Mah.

Il problema della gente che parla male di me è che su attacca sempre al fatto che mi credo chissà cosa, che penso di essere bella, figa, e intelligente. Mi dispiace per voi ma io ho perennemente l’autostima sotto le scarpe, penso di essere brutta da dover girare con un sacco in testa per strada, faccio foto idiote perché mi vergogno, chiedo sempre perché il mio ragazzo ancora non si stanca di me è non mi lascia. Quindi o ho una gemella bellissima di cui non so niente o avete sbagliato persona. Per quanto riguarda l’intelligenza, beh ditemi come faccio a non pensare questo di me con certa gente che si fa vedere in giro.

domenica 16 dicembre 2012

La gente che ancora non impara che abito a 20 km da loro pure se usciamo insieme da anni e quindi pretende che si decide quando uscire dieci minuti prima.

sabato 8 dicembre 2012

La solitudine è una brutta bestia, ma non ci vuole molto per abituarci. Io non sono sola dal punto di vista letterale del termine, ho un ragazzo fantastico, genitori molto presenti, conoscenti con cui uscire e chiacchierare ogni tanto, amiche un po' più strette. La solitudine di cui parlo io è qualcosa di più profondo. La sensazione di non essere capita, il pensiero che se dici qualcosa a nessuno importa o lo considerano come ridicolo e superato. Ieri era il compleanno di L., gli ho regalato la saga della Ricerca del tempo di Proust che stava cercando da un po’. Raccontandone durante una pausa alle mie colleghe dell’università una mi ha detto “oddio il mio ragazzo ci avrebbe sputato sopra, che razza di regalo”, e un’altra “ma perche si devono regalare libri, meglio un dvd che non devi girare pagine”. Davanti alla faccia attonita le altre, che conoscendole so che erano d’accordo con me, hanno abbassato lo sguardo e fatto finta di niente. Sono l’unica convinta che si deve combattere le proprie idee contro l’ignoranza del popolino? Sono l’unica, insieme al mio ragazzo ovviamente, a pensare che regalare un libro sia un bel regalo, perché si tratta di scambi di pensieri, opinioni di qualcuno di molto più grande di noi? Mi sento sola tra persone a me vicine a cui però non interessa ciò che io faccio, che leggo e che penso perché ci sono cose più importanti come la borsa da 100 euro da comprare anche se a malapena hanno i soldi per l’affitto o una canna. Mi sento sola tra persone che pur stando con me pensano che sia inutile, noiosa e che faccio la superiore.

sabato 1 dicembre 2012

Pensieri.

Il bello è che tante di quelle persone si promettono l’amore eterno con frasi “tra dieci anni saremo ancora qui, a berci la cioccolata calda e a ridere dei tuoi baffi marroni sotto il naso” o che so io, mentre tu quando mi rassicuri dici quasi sempre le stesse parole, che “non so dove sarò tra un anno, o due o tre, ma so che oggi ci sono, e domani, e sicuramente la settimana prossima, perché ti scelgo ogni giorno, ci scelgo ogni giorno”, e questo mi fa molto più piacere che qualunque dichiarazione dell’infinito.

domenica 25 novembre 2012

Oggi sono uscita per andare a Roma, passata una giornata solo noi due, io e L, come non accadeva da un po’, è dall’università che dobbiamo accontentarci sempre più di un paio d’ore soli a settimana, strappati agli sguardi altrui e questo non mi basta. Come non mi bastano le mezz’ore sul treno, sotto gli occhi di tutti. Per questo l’idea di passare un giorno insieme mi ha riempita di felicità e sottile ansia l’aspettativa stamani, come le prime volte in cui uscivamo ormai quasi un anno e mezzo fa. Mi rendo conto che il non vedersi continuamente come al liceo ci sta facendo riscoprire alcune dimensioni, il piacere di stare insieme tutto particolare, me ne rendo conto anche dai suoi messaggi che si stanno rifacendo riflessivi e dolci come allora. Non che eravamo caduti nell’abitudine, ma avevamo la sensazione di aver trovato un nostro posto nel mondo, di essere tra quelle “coppie storiche” che vanno insieme ovunque e hanno per forza di cose una loro facciata da mostrare al mondo. Nelle ultime settimane invece, non so lui, sto riscoprendo la parte della nostra storia più intima, più nascosta al mondo, quella che la fa sentire un rifugio, una favola staccata dalla realtà. E quando tutto questo si fonde con l’esperienza, la stabilità e la profonda conoscenza dell’altro, diventa una cosa bellissima.

mercoledì 14 novembre 2012

Tra un po' mi scordo del blog.

Tra un po' mi scordo del blog, quindi rapido excursus su due giornatine rimaste impresse. Sabato sera. Dopo aver aspettato per circa 2 mesi (da quando ho letto il libro in pratica) sono andata a vedere Venuto al mondo al cinema. Ovviamente avevo dato un occhiata su tumblr per vedere le opinioni di chi lo aveva già visto, e ne avevo letti un paio di delusi perché Gemma faceva la figura dell‘“insensibile egoista”, troppe scene di sesso e che sembrava neanche si avessero. Sinceramente, per me il film è molto fedele (anche perché c’è chi dice che il libro sia stato scritto apposta per il film, se non lo fai fedele allora chellofaiaffa?). Riescono i contrasti tra l’inizio smielato e innamorato e il crollo improvviso di tutta la loro storia. Gemma è una egoista, anche nel libro, e Penelope è esattamente il personaggio che immaginavo. Le scene di sesso, beh, sono abbastanza esplicite e hanno reso felice il mio ragazzo fissato con la cruz (sennò non mi avrebbe mai portata), quindi posso dirmi complessivamente soddisfatta se non che la fine fa restare un po’ ambiguo il fatto se poi Diego fosse o no innamorato di Aska (perché nel libro non lo è o ho capito male io? Ditemi di no!) Quindi per i lettori della mazzantini, consiglio di vederlo, non penso resterete delusi. Ieri. Giornata un po’ così. Due ore di pausa pranzo all’università causa assenza di un professore (uno dei pochi che non mi piacciono, tanto meglio), venuto a pranzare con noi L, che ha conosciuto delle mie compagne di corso. Chissà che pensa di loro, devo chiedere! Poi scoperto che il 22 esonero di linguistica, momento panico ma sul treno ho visto che alla fine so già tutto tranne le ultime cose, quindi tranquillo. Poi scesa per andare in palestra, fatto passeggiata di merda perché li neanche il marciapiede c’è e tra un po’ è autostrada, pilates time, ritorno a casa, scopro che mia nonna giù in Calabria si è rotta braccio, che è stata mezz’ora per terra senza riuscire ad alzarsi prima di chiedere aiuto. Mio padre è preoccupatissimo e forse scende per qualche giorno, nonostante sia pieno col lavoro. Insomma giornata un po’ così.

mercoledì 24 ottobre 2012

Io e la carne.

Ogni tanto mi capita che la carne mi faccia vomitare. Non è una questione ideologica, o almeno credo, forse è inconscia, ma capita che sentendo l’odore venirmi incontro senta un capogiro, mi immagini il sapore e incomincino i conati. Oggi mio padre per farmi contenta (visto che mi lamento sempre che cucina suole di scarpa) ha cucinato una bistecca molto al sangue, praticamente cruda, come (solitamente) piace a me. E sono cominciati i sintomi. Ironico, visto che solo oggi a pranzo ho mangiato una cotoletta al Mc Donald’s che dovrebbero farmi più che schifo. Ho sbocconcellato metà fettina cercando di concentrarmi su altro, ma alla fine non ce l’ho più fatta: ho tentato di avanzare scuse e lasciare, ma al perentorio “zitta e finisci tutto” tipico nella nostra famiglia dove lasciare qualcosa sul piatto è peccato, omicidio nonché sintomo di cattiva educazione ho tentato di fare quello che faccio in questi casi: nascondere i pezzetti di carne nel tovagliolo. Come una bambina. Ma mio padre per la prima volta se n’è accorto. E’ partito lo scandalo: cosa credo di fare, se voglio morire, diventare anoressica, e le proteine, e i fagioli non sono vere proteine, e che qualcuno vicino a me è sicuramente vegetariano e quindi mi riempie di cazzate (Che poi quando dice “qualcuno” in quel senso so sempre che si riferisce a L, ok), che sono una deficiente, che sono minchiate, che ci è passato anche da lui da giovane, e continuava nonostante mia madre cercasse di conciliare, alzando sempre di più la voce. Siccome già ero nervosa e triste per altre questioni (vedi post personale precedente) sono scoppiata in lacrime e singhiozzi come un’idiota e sono fuggita via. Ho chiamato L. e di nuovo come un’idiota piangendo ho raccontato tutto facendomi calmare un po’. Quel ragazzo è un angelo. Mi ha detto un paio di parole anche mamma che mi hanno fatto sentire meglio, sul “un rimedio si trova dai”, e penso di essere (quasi) totalmente tranquilla. Oltre alla questione stessa però sono anche delusa. Ho sempre considerato i miei genitori il massimo dell’apertura mentale, le persone che avrebbero accettato ogni mia scelta, che se fossi stata lesbica non avrei avuto nessuna esitazione a dirglielo. Invece per una questione relativamente tranquilla, come una mia eventuale tendenza verso l’essere vegetariana, è scoppiato il putiferio. E per questo sento di poter dir loro (che poi è mio padre) sempre meno.

lunedì 22 ottobre 2012

Quando mia mamma suona il piano mi mette sempre addosso una nostalgia assurda. Lo fa sempre di sera, spesso quando piove, e passa il suo repertorio di pezzi preferiti, solitamente Bach. Sono gli stessi da quando ero piccola, a volte prova qualcosa di nuovo ma non riesce tanto, dopo la nascita dei figli ha smesso di studiare, forse un po’ se ne rammarica, come si rammarica di tutto ciò a cui ha dovuto rinunciare per avere noi. Per stare con mio padre. Quando mia mamma suona torno ad essere piccola e guardo il piano come qualcosa di più grande di me, come una fonte di mistero, di un segreto dolce. Anche se suono da quasi quindici anni. Sarà perché nonostante lei sia arrugginita riesce davvero a metterci lo spirito, mentre io penso sempre di risultare vuota, penso sempre che un pezzo suonato da me sembri un mero esercizio di tecnica. La invidio un po’, ma è la mia mamma, deve fare le cose meglio di me altrimenti non lo sarebbe.

venerdì 19 ottobre 2012

Libri.

Oggi chiacchierata sui libri con una compagna di università che come me viene da fuori e che come me deve andare alla Termini per il prendere il treno. Sappiate che io quando conosco una persona si finisce sempre a parlare di libri prima o poi, perché sono il mio argomento di conversazione preferito e sono alla continua ricerca di gente che condivida la mia passione per la lettura, soprattutto per i grandi classici. La tipa ha affermato di leggere libri seri. “Infatti ora sto leggendo Nicholas Sparks, avevo proprio voglia di una bella storia d’amore!” (No insulti per Sparks, mai letto, magari è pure bravo ma per quanto ne ho sentito in giro non è un libro serio, è leggero, e quindi l’affermazione mi sembrava a) presa per il culo b) sindrome di ingenuità e ignoranza in materia). Solo che poi quando ho scherzato su Anna Karenina, che per mesi avevo spinto L. a leggerlo ma data la mole non aveva mai voglia di comprarlo finché non gliel’ho regalato io, ha detto “chi?!” allora, ehm.. Oppure “Stavo cercando di leggere Pride and Prejudice in inglese, ma troppo pesante!” e io: “c’è una mia amica che è fissata, ha letto l’opera omnia” “Ah si, bella quella!!!!” Dio salvami tu.
Sono in crisi esistenziale-letteraria. Non leggero mai più un libro (se vabbé). Se pure Dante Alighieri non si sa se ha scritto quello che ha scritto siamo apposto!

martedì 16 ottobre 2012

Memories.

Sabato scorso nel paese dI L. (lo stesso poi dove ho fatto il liceo) c’è stata la notte bianca, e ho passato una bella serata con gli amici di lui. Ora però non voglio raccontare di questo quanto di una persona che era con noi, e attraverso lui, riflettere su una sensazione che mi provoca: la nostalgia. Questa persona è un ragazzo, per la precisione uno dei primi ragazzi per cui abbia davvero perso la testa, il primo bacio, il primo “fidanzamento”, se ne si può parlare essendo durato meno di un mese. Avrò avuto 14-15 anni, andava in piscina con me e piaceva a un sacco di ragazze, tra cui anche mie amiche, perché si sa che a questa età il ragazzo più grande fa ancora figo. Ora che vedo queste situazioni “dall’alto” mi mettono davvero tristezza, o più che altro mi fanno ridere. Comunque. Io ero totalmente persa, finalmente si accorse di me, usciamo qualche volta ma mi accorsi che era un totale idiota, lo lasciai e passai i mesi successivi a mordermi le mani perché insomma, era davvero figo! Certi amori esistono solo se a distanza U.U Ora saranno passati circa cinque anni, forse qualcosa in meno, e l’ho visto uscire col gruppo di L un paio di volte. Non ho ancora capito se fa finta di non conoscermi o se non si ricorda di me, entrambe le ipotesi sono plausibili e mi divertono parecchio, forse un giorno lo scoprirò! (e vi farò sapere, ovvio). Una sensazione mi ha risvegliato però, come ho detto prima la nostalgia. Non per la persona (ingenua e stupida) che ero un tempo, oggi sto molto meglio con me stessa, né nostalgia di lui ovviamente. La sua presenza mi fa ricordaree amicizie che avevo prima, quel gruppo di ragazze da cui pensavo essere inseparabile e ora buono se ci scambio due parole quando le vedo. Quel gruppo con il quale mi stavo affacciando alla soglia dell’indipendenza, fuori dai confini protettori del mio paesino minuscolo. Mi mancano, anche se in realtà non mi mancano affatto, mi hanno fatto troppo male. E lui, G, rappresenta tutto quello che ho perduto da allora, forse perché almeno apparentemente non è cambiato affatto.

venerdì 5 ottobre 2012

Boh

Ricordo quando L. doveva partire per l’Inghilterra, quando ci prospettavamo una storia a distanza. Ricordo che ci eravamo elencati tutti i fine settimana in cui lui sarebbe tornato, la durata delle sue vacanze, i giorni in cui avrei potuto permettermi di fare una pausa. Poi non è partito più, ha deciso di rimanere, un po’ perché lui al contrario di me ama l’Italia da impazzire, un po’ per questioni economiche, mi piace pensare che un po’ anche per me. Per questo mi sento ingrata nelle mie ansie vedendo i miei orari di università, che mi “condannano” a vederlo solo sul treno ogni tanto, e di Sabato. Mi sento stupida e come quelle ragazze che se non vedono il loro “moroso” (oddio che schifo di parola) per due giorni cominciano a farsi le paranoie. A me lui manca e basta, manca già, manca per quell’intimità che sicuramente avremo raramente, intimità troppo importante per me. Mi sento in colpa anche per giornate come oggi in cui è stato quaranta minuti ad aspettarmi alla Termini solo per poter fare il viaggio di ritorno insieme a me.

mercoledì 3 ottobre 2012

Primo giorno di università.

Oggi è stato il mio primo giorno di università. Il primo corso era francese alle dieci e mezza, ma siccome non vedevo L da qualche giorno ho deciso di prendere il suo stesso treno e di accompagnarlo alla Sapienza. Siccome non conosco la zona una volta averlo lasciato davanti alla facoltà di Matematica c'è il momento sperduto: come raggiungere la fermata della metro? Cerco di seguire la cartina anche se sono handicappata, cerco di andare alla fermata di Castro Pretorio e finisco a quello del Policlinico ma tanto è uguale no? Prendo la metro e arrivo a scuola. Devo dire che dubito riuscirò mai a chiamarla "università" visto che al corso di francese siamo in nove e in tutto siamo una trentina scarsa. Comunque entrambi i prof (francese grammatica e traduzione e inglese grammatica e traduzione) mi hanno colpiti con la loro convinzione sull'importanza del compito loro e nostro. Spero non sia una prima impressione momentanea. L'unica pecca sono gli orari, secondo cui torno tre volte a settimana alle cinque e due alle sei e mezza se sono fortunata con i treni, ma non può essere tutto perfetto, no?

domenica 30 settembre 2012

riflessioni.

Quelle coppie che non riescono a stare separati per più di un paio di giorni non sanno cosa si perdono. Non hanno idea della gioia che si prova nel rivedere la persona che si ama dopo tanto tempo, la corsa tra le braccia dell’altro, la sensazione che sia tutto nuovo, anche se è tutto ben conosciuto. Il momento in cui rivedi la persona che ami dopo tanto tempo è il momento in cui pensi che il suo sapore è il migliore del mondo, è il momento in cui ti chiedi come avevi fatto a dimenticare il suo odore, è il momento in cui ogni abitudine inevitabile in una coppia viene spazzata via per un po’. Io penso che le coppie che non riescono a stare separati per più di un paio di giorni sono sostanzialmente insicure, formata da persone con una continua paura di perdersi, con sfiducia nell’altra, in fondo in fondo. Invece quando si passa tanto tempo senza la persona che si ama si impara ad avere fiducia in lei, a leggere ogni suo pensiero, a sapere che finché l’amore c’è non ci sarà tradimento, e se ci sarà tradimento è perché l’amore è sparito, e anche la storia è giusto che finisca. Non ho mai avuto una relazione a distanza ma ho passato lunghi periodi senza il mio ragazzo, e devo dire che le settimane successive alla separazione sono state le migliori della nostra storia.

venerdì 28 settembre 2012

Reality di Matteo Garrone

Oggi sono andata con L. a vedere "Reality", il nuovo film di Matteo Garrone, il regista di "Gomorra", anche questo vincitore del premio a Cannes eccetera eccetera. Devo dire che ero un po' scettica all'idea, perché di Gomorra, sinceramente, non ho capito nulla, sia perché era un insieme di episodi (e senza trama unitaria quando vedi un film con la scuola non ci capisci un c***o) sia perché era in napoletano, e io per me il napoletano potrebbe anche essere arabo, mi spiace per i napoletani che stanno leggendo (niente di personale, mio padre è calabrese di origine ma neanche il calabrese capisco, vabbuò). Anche questo film è in napoletano ma è notevolmente più facile da seguire. Il protagonista della vicenda è Luciano, napoletano che fa il pescivendolo e fa parte di quella stragrande maggioranza degli italiani che segue i cosiddetti "programmi spazzatura" e considera chi ci partecipa come delle grandi star. Ad un certo punto, decide di fare un provino al Grande Fratello, parzialmente perché spinto dai figli, e fa un provino, poi un altro a Cinecittà. Sembra sia andato tutto bene, anche se dalla trasmissione nessuno si è più fatto sentire, ma Luciano è sicuro di essere stato preso e comincia a vedere ovunque presunti segnali del Grande Fratello che lo sta controllando e mettendo alla prova. E' un bel film, a mio parere, senza fronzoli inutili e sentimentalismi, forse a tratti un po' troppo lento ad avviare la vicenda. Mi è piaciuto il fatto che abbia inquadrato la gente "povera" nello stesso modo in cui faccio anch'io: con tutti i manierismi, desideri di apparire a costo di affondare nei debiti.

Pettegolezzi.

Nel mio paese gira la voce che io vada a studiare informatica/matematica insieme a L. Peccato che io so contare solo con le dita, so accendere il computer ma se mi arrivano strani codici mi metto a piangere e vado a fare mediazione linguistica ♥

martedì 25 settembre 2012

-

Ne faccio sempre. Di sbagli. Amici, amore, genitori, sempre. Purtroppo sono una persona permalosa che se la prende per tutto, e in quei momenti sento una certa voluttà nel ferire persone che a me ci tengono, solo perché in quel momento penso che mi abbiano fatto un torto. Ovviamente la maggior parte delle mie frecciatine hanno come bersaglio L, che santo com’è non si arrabbia mai “perché tanto non serve a nulla”, ma cerca sempre di capire i motivi del mio comportamento e dei miei sbalzi d’umore. A volte ho tanta paura di perderlo a furia di fare così, ma non riesco a smettere, a frenarmi, le parole cattive escono come un fiume in piena finché non mi trovo con intorno soltanto cenere e mi chiedo cosa mi è saltato in mente. E mi pento e chiedo scusa. Sempre.

lunedì 24 settembre 2012

Autumn

Si vede che l'estate é passata: stamattina io ed L. siamo stati di nuovo a farci le coccole sotto le coperte dopo aver fatto l'amore.

domenica 23 settembre 2012

Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore

Sono così cattiva, ma così cattiva con le persone alle quali non voglio bene, con quelle persone che mi stanno intorno e mi vogliono bene all'acqua di rose, come se fossi tipo da cenetta una volta ogni due mesi, come se fossi il tipo da messaggino sterile una volta alla settimana, come se fossi il tipo che- pur di non restare da sola- chiamerebbe anche loro, esattamente come loro fanno con me. Non vi vorrò mai bene, non vi sopporto, siete tutto quello che io non sarò mai. La mia musica è diversa, io sto benissimo qui su questo letto ad ascoltare canzoni strane, a mangiarmi lo smalto, ad ammirare le mie gambe mentre volteggiano in aria. Non ho bisogno di voler bene per finta. Ho bisogno di quelle persone che vanno dall'altra parte del mondo per ritrovarsi, che si perdono spesso ma non mi perdono mai. Ho bisogno di quelle persone che magari si dimenticano le date importanti ma sanno esattamente quando potrei aver bisogno di una telefonata. Ho bisogno di persone sole come me, di persone che non hanno "tanti conoscenti", "tanti amici", ho bisogno di persone sole, che stanno bene da sole e poi a volte stanno bene anche con me. Ho bisogno di persone che si divertono perché amano ridere e non perché il locale è giusto, la gente è giusta, la musica è giusta. Ho bisogno di persone che non si vergognano a parlare di sesso, di Dio, della propria madre e del proprio padre. Sono così cattiva con tutti gli altri che stento a crederci, e loro sono così falsi che, pur di non perdere un numero sulla rubrica, fanno finta di nulla.

venerdì 21 settembre 2012

Tarja.

Se fossi lesbica.. Ok, sappiate, che la adoro, è bellissima, bravissima e issima. Oggi sto fissata con codesta canzone E la canto da quando mi sono svegliata, uffi. Ok, era giusto a titolo informativo tutto questo.

giovedì 20 settembre 2012

Buio, luci spente, schermo illuminato.

Ho una memoria fotografica per certi momenti che ho vissuto, ricordo le espressioni, i gesti, le parole esatte. Ma soprattutto ricordo cosa avrei dovuto dire io che non ho detto, per paura o semplicemente perché le idee migliori arrivano quando è ormai troppo tardi. Con te al contrario non cambierei una virgola, forse cancellerei i momenti di lontananza forzata ma non importa, non con la certezza che in futuro avremo tutto il tempo che vorremmo. Insieme. Mi sono sempre chiesta cos'era quel noi di cui tutti parlavano e che io non avevo mai incontrato, con nessuno. Noi vuol dire passeggiare sempre per gli stessi posti, meravigliarsi di quanto sia piccola la città e di quanto sia difficile trovare un angolino dove esser soli davvero. Noi vuol dire mandarci contemporaneamente messaggi uguali su cosa fare il giorno dopo, ma anche esser totalmente diversi, io l'emotiva e tu sangue freddo, io passionale e tu razionale. Noi vuol dire andare al cinema le sere d'estate in cui non c'è nessuno, mettersi agli ultimi posti e non vedere il film Noi sono le tue espressioni buffe per farmi ridere, i tuoi grattini sulle braccia, i miei morsi sulle orecchie, le mie pernacchie sul collo. Noi è quando mi proibisci di mettermi scarpe con un tacco qualsiasi sennò sono più alta di te, quando mi dici che sono bella e ti arrabbi quando scuoto la testa. Noi è stato quando ho pianto la prima volta che mi hai detto ti amo, e quando non volevi sciogliermi dal tuo abbraccio la sera prima che sei partito. Noi ormai è sempre, sia che ci sei o no, sia che ci sentiamo o stiamo ognuno per proprio conto. Noi è il contrario di voi, di loro, e di io e te. #vecchia nota di mia pagina Facebook, ma vale sempre.

martedì 18 settembre 2012

Venuto al mondo.

Non capisco come un libro scritto male, a tratti melenso, con ripetizioni possa prendere così tanto. Sto parlando di lui, di "Venuto al mondo" di Margaret Mazzantini. Ha una marea di difetti, ma tanti tanti tanti, sia nello stile che nel contenuto. Stile semplice, da soggetto-predicato-complemento, ma a tratti con uscite non convincenti. Ho promesso a me stessa di resistere, a cinquantenni è facile pisciare lacrime incontinenti. Non mi lascerò scoperchiare da questa città. (??????) Per quanto riguarda il contenuto parlo soprattutto della verosimiglianza, cioè ovviamente lei dopo aver conosciuto il tipo ed esserci stata insieme non so, 24 ore scarse decide di lasciare il marito, ok che già non andava, e andare a vivere con lui per sempre. Oppure quando sta via per mesi e mesi, torna a lavoro e massimo che gli dicono è "dove sei stata? sei il caporedattore!" No comment. Eppure il romanzo è stranamente coinvolgente in alcuni tratti, pur con tutti i suoi difetti. Sono stata molto presa all'inizio e ora, verso la fine. La descrizione della guerra è fantastica, più che dal punto di vista stilistico proprio nella sua capacità di generare angoscia. Ora sto circa a pagina 350 e me lo sto divorando. E' la prima volta che accade con un romanzo che comunque ritengo "scadente" e che oggettivamente non è un capolavoro. Sto invecchiando.

domenica 16 settembre 2012

"Il libro del riso e dell'oblio" di Milan Kundera. Recensione

Provare a descrivere un romanzo di Kundera è molto complicato, perché complicata è la struttura architettonica che costruisce all’interno di ogni sua opera, tant’è piena di spunti, pensieri, collegamenti, ripetizioni, allusioni. La scia portante di questo libro è proprio la variazione, come quella di Beethoven, il musicista più amato. “Tutto questo libro è un romanzo in forma di variazioni. Le diverse parti si susseguono come le diverse tappe di un viaggio che ci conduce all'interno di un tema, all'interno di un pensiero, all'interno di una sola e unica situazione la cui comprensione, per me, si perde nell'immensità." In sette racconti, alcuni che tornano più volte e altri che rimangono confinate in un blocco preciso di pagine, troviamo riflessioni sul riso e l’oblio, i limiti dell’identità di ognuno di noi. L’oblio è trattato sia dal punto di vista della politica, come soppressione di ciò che per uno Stato è inaccettabile attraverso la modifica di fotografie eccetera, e dal punto di vista del singolo: l’oblio rende il passato irreale, finché non sappiamo più chi siamo, chi siamo stati, e porta per chi è attaccato ai ricordi un profondo dolore, ma è poi così indispensabile mantenere tutto nella memoria? Il riso invece distrugge le costruzioni falsificate dall’oblio, è libertà. Ci sono anche altri, di spunti, innumerevoli, tanto che una volta ho detto, a proposito de “L’immortalità”, che ci vorrebbe qualcuno a scrivere un saggio su ognuna delle sue idee. Tra i temi principali troviamo il potere politico, ovviamente in riferimento alla vicende ceche della seconda metà del secolo scorso, la musica, gli angeli, la libertà, il sesso, l’amore, la morte, i confini e ciò che è al di là, Praga, l’amata Praga, leggerezza e pesantezza, letteratura. Tutti già trovati e ritrovati negli altri romanzi, ma sempre con nuova freschezza, con nuovi personaggi, nuovi esempi, nuovi punti di vista. Dietro ogni gesto, anche il più insignificante, c’è un motivo, profondo, che può arrivare dal passato della persona oppure dal modo di essere dell’umanità intera. Sfumature, frasi ambigue, riagganciamenti a situazioni lette cento pagine prima, frasi ripetute, approfondimenti. Questo perché Kundera fondamentalmente tratta degli stessi argomenti per tutto il libro, ma non dividendoli a “blocchi” (in questo capitolo parlo della leggerezza, nel prossimo dell’oblio), ma tornandoci, ripassandoci sopra più e più volte, all’inizio con un accenno o una frase lapidaria, in seguito dilungandocisi sempre di più, finché non abbiamo, finalmente, capito. Perché è forse proprio questo che più mi piace di lui, il fatto che quando lo leggo realizzo questioni che erano dentro di me, intorno a me, ma non riuscivo ad esprimere a parole. L’illuminazione del “ma sì, è vero, è vero!” Eppure la prima lettura viene sempre confusa, alcuni passaggi oscuri. Per questo consiglio di rileggerlo, più e più volte, per poterne assaporare a pieno l’essenza. Consiglio anche la lettura in francese, nell’edizione nuova rivista dall’autore.

venerdì 14 settembre 2012

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Poi bho, ogni tanto c'è quel momento in cui tu rinfacci qualcosa a Qualcuno e Qualcuno rigira la frittata. E siccome io sono sempre, sempre stata debole con le parole, nella maggior parte dei casi Qualcuno la ha sempre vinta. Fino a far quasi convincere me stessa che sono una pessima persona. Questo perché io sono convinta nel mio profondo di essere una pessima persona, la Più pessima, la mia bassa autostima è storica, quindi non basta che Qualcuno stimoli questa mia concezione di me stessa, e se questo Qualcuno è Qualcuno a cui tengo molto, il risultato è assai prevedibile.

Benvenuti nel teatro dell'assurdo, benvenuti nella mia generazione dove non esiste la poesia.

Benvenuti nella mia generazione dove se non hai un i-phone sei poco e niente, dove le persone non si guardano più in faccia e gli amori non si crescono come le rose, si scannerizzano, si zippano, si linkano, dove se non hai un tatuaggio o un piercing non sei abbastanza trasgressivo, se credi in qualcosa sei uno sfigato, se insegui i tuoi sogni sei un'illuso, se pensi a un contratto a tempo indeterminato sei un idealista; Benvenuti nel mio mondo dove la musica non ha lasciato traccia di se facendo spazio a ritmi ripetitivi, banali, dove le parole non hanno senso e le persone non possono fermarsi a capirne il significato. Benvenuti nel nuovo mondo, la nuova era, dove Londra è sinonimo di starbucks, dove manifestare vuol dire non far tornare un uomo a casa dalla propria famiglia, dove le fotografie sono incomplete senza il flash riflesso allo specchio, le tredicenni si truccano da quarantenni, e le quarantenni ballano sul cubo con i coetanei delle figlie, dove i libri si scaricano da internet, come la musica, i film, dove non esistono i libri sottolineati con le rose essiccate al capitolo finale, dove non si scrivono più lettere col il profumo sulla busta, dove le persone non hanno ideali, non hanno sogni, speranze, dove non si sa più cosa sia un disco in vinile, dove se ascolti John Lennon, Axl Rose e Kurt Cobain non capisci niente di musica. Benvenuti nel teatro dell'assurdo, dove tutto ciò che vedi è una realtà a cui ti arrendi, dove non si ha più il coraggio di rompere gli schemi, di cambiare, dove la politica sembra un sogno irrealizzabile e 'La legge è uguale per tutti' una barzelletta da raccontare a tavola con gli amici. Benvenuti nel mio secolo dove i professori hanno deliri di onnipotenza, dove non esiste libertà di parola se non sei 'qualcuno', dove c'è censura, dove per tolleranza si intende solo il muratore rumeno e non la coppia gay pestata per essersi tenuti stretta la mano, dove se sei bello trovi posto di lavoro, se hai soldi sei popolare dove per valori si intende vodka, durex e lucky strike, dove per esser bella devi pesare 42 chili, dove se vomiti in bagno nessuno ti sente; Benvenuti nella mia vita, dove se pensi alla poesia come al rumore delle foglie sei strano, dove se sei strano sei mostro, se sei mostro sei solo. Benvenuti nel teatro della follia, dove non si ha più tempo per ascoltare, sognare, parlare, leggere, dove non si ha più voglia di urlare diritti, di cambiare il mondo, anche nel piccolo, dove non esistono le corse sotto casa con un mazzo di fiori in mano, dove sei un numero, dove sei quello che hai e nient'altro. 'Non sono le parole a fare la differenza' dicono, tu alza la voce e cambia il mondo dal tuo piccolo. - Keep me alive.

domenica 9 settembre 2012

Eva Luna racconta, Isabel Allende: Recensione.

Ho preso in mano questo libro con una sorta di diffidenza. Conoscevo l’autrice soltanto di nome, e la associavo nel mio inconscio a tutti quegli scrittori che ora vanno di moda tra i ragazzi, Margaret Mazzantini, Palahniuk eccetera. Autori di romanzi leggeri, scorrevoli, che vanno dritti al cuore dei ragazzi ribelli o bisognosi di amore. Presa da un momento di curiosità, ho comunque deciso di leggere questo libro, scegliendolo alla cieca tra gli altri della scrittrice. Ho scoperto dunque che si tratta di una raccolta di storie brevi, di una decina di pagine l’una, raccontate da una donna, Eva appunto, su richiesta del suo compagno Rolf Carlé. Con Rolf Carlé finisce anche il libro stesso, in qualche pagina dove viene narrato il suo combattimento per salvare la vita a una bambina. Già dal primo racconto si capisce l’atmosfera dell’intera opera, l’alone che è quello della leggenda, del mito, seppure a tratti ci troviamo davanti ad una cruda realtà, poiché l’Allende fa sempre e comunque conto degli avvenimenti storici e politici del Sud America dell’epoca. Come stile mi ricorda un po’ Garcia Marquez. Vicende crude, imprevedibili, sprazzi di vita intrisi di amore e sangue. La figura femminile rappresenta sempre il bene, l’uomo spesso, anche se non sempre, il male o comunque ha dei caratteri negativi. Non un’opera d’arte dunque, ma molto piacevole, con notevoli spunti di riflessione, quel pizzico di continua nostalgia per qualcosa di lontano e inevitabilmente perduto e tanta, tanta magia.

sabato 8 settembre 2012

Breve storia sulle tette e quant'altro.

Dovete sapere una cosa: le mie tette sono sempre state sottosviluppate. Alle medie, tutti mi prendevano in giro, in un’epoca in cui tutte le ragazze avevano le mestruazioni, poiché io rimanevo con il mio fisico da bambina, più alta delle altre ma pur sempre una tavoletta da surf senza peli. Finiti gli esami di terza media “finalmente” sviluppai, ma il mio corpo rimaneva sempre lo stesso, pur continuando a crescere d’altezza. E non è bello stare in un gruppo di ragazze piccolino e formose, quando si è alti 1,76 e palo della luce. Mi sentivo un maschiaccio, convinta che nessun ragazzo mi avrebbe mai guardata, e i primi anni è stato così. Piano piano però ho iniziato ad abituarmi alla mia condizione, vedendo anche i lati positivi, come ad esempio che mentre tutte le mie amiche combattevano già a 15 anni con il loro peso e la loro ciccia, chi più e chi meno, io ero magra, e quindi potevo vestirmi in qualunque modo. Con la consapevolezza ho iniziato anche ad interessare ragazzi, anche se una timidezza e bassa autostima di fondo è sempre rimasta. Infine lui, L., che mi ha aiutata tantissimo, ma questa è un’altra storia. La questione di fondo è che nell’ultimo mese le mie tette hanno cominciato a crescere. Da una seconda scarsa/prima abbondante/prima in un mese sono passata ad una seconda abbondante, per grande gioia mia, di L, delle magliette scollate, un po’ meno per i reggiseni taglia prima. Le ipotesi sono molte, l’anello, improvvise riprese di crescita (a 19 anni?), intervento divino, ma alla fine chissenefrega sapete! Ora ho qualcosa da palparmi sotto la doccia!

giovedì 6 settembre 2012

Mediazione linguistica/test

Fatto i test alla Carlo Bo a Roma! Ieri Inglese, e mi ha accompagnata L., visto che non ero mai andata a Roma da sola, paura a prendere la metro da sola, insomma impedita. Lui poverino è stato due ore ad aspettarmi all'ingresso dell'"università" (con le virgolette perché la considero solo scuola e basta, troppo piccola), ovviamente mettendosi a leggere un qualche libro di tizi che sono italiani ma si firmano sotto un nome cinese. Valli a capire. Oggi invece sono andata da sola *fuochi d'artificio*, non mi sono persa, non mi hanno derubata e ho superato anche il test di francese, sebbene "si vede che la tua prof delle superiori è uno scandalo, penso che non hai mai parlato, parlato ma parlato tanto", cit. professoressa, e ho ripensato a Madame Ferraro, che durante l'interrogazione raccontava i cazzi suoi e poi a seconda di come avevi detto le parole introduttive ti metteva il voto. Passata anche un po' la paura di ritrovarmi con tutte ragazzine figlie di papà, sembrano tutti molto simpatici e addirittura ci sono dei maschi! Dei m.a.s.c.h.i, anche se si fa lingue! Ovviamente saranno tipo tre in tutto il corso.

domenica 2 settembre 2012

Manifestazioni e testS

Avevo scritto sul cellulare uno sfogo assurdo sul padre stronzo che mi si accolla, che non mi da le mie libertà, che pensa che sia ancora una bambina eccetera eccetera. Siccome però dopo due giorni il nervoso mi è passato, penso che è inutile pubblicare queste lamentele da adolescente ribelle visto che tento di portarmi in modo dignitoso i miei pochi diciannove anni di età. Questi giorni sto partecipando alla preparazione di una manifestazione per l'ambiente e la salute , primo perché L. mi insiste/costringe, poi perché un po' ha cominciato a prendere anche a me. E' bello fare qualcosa in gruppo, non semplicemente andare a zonzo o chiacchierare presso un pub ma avere un obiettivo, anche se penso che non abbia conseguenze, di scioperi/manifestazioni in questa zona se ne sono viste fin troppe, e i risultati non si sono visti. Mercoledì e Giovedì test per l'università, ansia!

sabato 25 agosto 2012

Ragione e sentimento, Jane Austen: recensione.

Ci troviamo davanti ad un romanzo grazioso, quasi un quadretto idilliaco della campagna, i cui personaggi sono disegnati in modo piacevole quanto superficiale, e all’interno di questo paesaggio della società borghese dell’Ottocento inglese vivono, amano e provano delusioni. Come anche in Orgoglio e pregiudizio, il tema trattato è la denuncia delle passioni troppo forti e l’elogio dell’amore maturo, consapevole. Ragione e sentimento: la prima è rappresentata da Elinor, la sorella maggiore, molto, anche troppo prudente, posata, mai incline al pregiudizio, che riflette a fondo su ogni questione prima di prendere una decisione e contiene i suoi dispiaceri per non far soffrire le persone che ama; col tempo riuscirà a raggiungere la consapevolezza di provare un pieno amore; il sentimento è rappresentato da Marianne, la sorella minore, dotata di troppo sentimentalismo, vive le gioie come i dolori con eccessivo trasporto, ha una lingua scomodamente arguta per il mondo in cui vive, condanna senza conoscere. Dovrà passare attraverso una cocente delusione prima di maturare nel senno e nei sentimenti. Attorno ai drammi delle due sorelle si intrecciano poi le vicende della loro famiglia (alla morte del padre si ritrovano in una difficile situazione economica) e dei loro amici. Le due ragazze sono diverse quanto attaccate l’una all’altra, sempre pronte a difendersi a vicenda. Elinor ama Edward, il fratello di sua cognata, di famiglia troppo elevata per lei; Marianne invece è legata al giovane Willoughby, come lei spontaneo e passionale, mentre la ama, non ricambiato, il colonnello Brandon, giudicato dalla giovane come anziano e pedante. Complessivamente devo dire che il racconto, pur piacevole e di facile scorrevolezza, manca di profondità psicologica. Marianne è eccessiva, eccessivamente sentimentale, maleducata, il suo personaggio tende all’esagerazione. Elinor è fin troppo facilmente identificata con l’eroina di turno, colei che si sacrifica, soffre in silenzio e con la sua forza d’animo riesce a tenere le briglie delle vicende che le si snodano davanti. I personaggi maschili poi sono soltanto abbozzati, forse con l’eccezione del colonnello Brandon. Infine, a mio parere il “happy ending” arriva un po’ troppo precipitosamente, quasi come se alla zia Jane fosse finito lo spazio per scrivere e avesse dovuto riassumere tutto quello che ancora aveva da dire in tre misere pagine. Buona nota per l’ironia, molto sottile, elegante e impietosa.

venerdì 24 agosto 2012

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Da quando sono tornata L. non fa altro che pensare al sesso. Ci siamo visti due volte ed è stato un continuo sfiorarsi, baci sul collo, mani dove pubblicamente non dovrebbero andare e baci passionali. Ma non c'è stata ancora occasione, e siccome facciamo parte di quei romantici che pensano che farlo in macchina come mero sfogo di un bisogno sia triste, chissà quando ci sarà. Il fatto è che non è mai stato così prima. E' sempre stato romantico, tenero e dolce con me, e il confine tra amore e sesso era molto netto tra di noi. La maggior parte del tempo siamo due innamorati piuttosto aperti al mondo, prendendo in giro quegli amici che si chiudono nel loro guscio o che non sanno frenarsi neppure ad una semplice festa, tanto che magari spariscono per un paio d'ore tornando tutti arruffati e sorridenti. Il momento passione è sempre rimasto strettamente tra le mura di una camera, quasi si fossero trattate di due persone diverse. Ora non più. Ora sento il suo bisogno ogni secondo, in ogni messaggio che mi manda, ogni parola che ci scambiamo ha un doppio senso, ogni bacio che gli do lui lo interpreta come un segno del mio desiderio nei suoi confronti. Ma non è così. Certo lo desidero anch'io, lo desidero sempre, non solo dopo un mese di lontananza ma ogni secondo. Passerei ogni giorno a fare l'amore con lui. Ma non per l'atto in quanto tale, non del tutto almeno. Avrei voluto che mi accogliesse con la gioia di avermi vicina, accarezzarmi i capelli e odorarmeli, abbracciarmi con forza. Non così. Forse sono ingiusta, ma una sottile delusione mi attraversa e non riesco a scacciarla via.

mercoledì 22 agosto 2012

Suicidio a Roma il giorno più caldo dell'anno.

Oggi ho rivisto di nuovo L. dopo un mese di lontananza. Abbiamo deciso di passare un'intera giornata a Roma, in modo da avere tanto tempo a disposizione e lontani da occhi conosciuti. L'abbiamo fatto spesso, durante questo nostro anno e due mesi (tra poco tre) insieme. Ovviamente però, oggi è stato (dicono) il giorno più caldo dell'anno, e stare a Roma d'estate non è il massimo, quindi potete immaginare i litri di acqua che ho bevuto per compensare quello che ho perso sudando! Ne è valsa la pena però, altroché. Ritrovarlo è sempre bellissimo, non importa il contesto. L'unica cosa che mi dispiace è che ho fatto la doccia appena tornato, lavando via caldo e fatica, ma ora, poco meno di due ore dopo, ne avrei bisogno di un'altra! Voglio un'altra granita alle mandorle nella Gelateria del Teatro.

martedì 21 agosto 2012

Ritorno in patria.

Quasi esattamente due ore fa sono tornata a casa. Ci siamo svegliati alle quattro e mezza e ho dormito quasi tutto il viaggio, un po' nostalgica a dire la verità, dilaniata tra la consapevolezza di tornare in Finlandia soltanto tra un anno e la voglia di rivedere tutti. Appena ho aperto il cancello e le mie gattine mi sono corse miagolando incontro, nel mio stato d'animo ha prevalso la seconda opzione. E' bellissimo stare di nuovo qui, e nonostante alcuni mi reputino quasi un'asociale ho voglia di camminare per strada, chiacchierare con qualcuno, conoscere nuove persone e passarci del tempo insieme. Potevo fare queste cose anche su, direste. Sì, peccato che i miei genitori vogliono passare tre settimane del mese che ci stiamo in mezzo al bosco, con nessun'altra abitazione vicino. Per questo della mia età oltre ai miei parenti non conosco praticamente nessuno. Ora un po' di cazzeggio al pc, dopodichè doccia visto che le mie gambe, ascelle e baffi hanno bisogno di una pesante manutenzione!

venerdì 17 agosto 2012

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Passati tre giorni noiosissimi con genitori e fratello nell‘arcipelago di Turku. tutto il tempo in macchina in mezzo al nulla, l‘unica impressione che mi è rimasta è stata quella del cottage la prima sera. siamo arrivati verso le nove, faceva ancora caldo come durante il giorno ma nell‘aria c‘era quel qualcosa che sempre prelude al tramonto, un certo arancione nel colorito del cielo, la calma del mare ma soprattutto il silenzio. le sere qui in finlandia, se riesci a non infastidirti delle zanzare che ti mangiano vivo, sono stupende. la gente sta dentro a bere birra, così che fuori non c‘è nessuno. quella sera passeggiavo sugli scogli a leggere le incisioni di ragazzi, spesso coppie, tanto che L. ha cominciato a mancarmi da morire. con lui anche un viaggio così noioso sarebbe stato interessante, sicuramente. vabbè.

lunedì 13 agosto 2012

amicizie false vere semivere

Sto aspettando con ansia che L finisca di scrivere la sua porzione di diario. Quando abbiamo festeggiato il nostro primo anno insieme, gli ho regalato un quaderno dove per tre mesi avevo appuntato i miei pensieri, soprattutto riflessioni concernenti il nostro rapporto. Ero arrivata fino a meta' quaderno, ora tocca a lui, ma io sono troppo curiosa! Anche se conoscendolo non avra' parole dolci per me, forse solo a proposito del soggiorno a parigi. Non vedo di tornare a casa e di rivederlo, di rivedere tutti quanti. Ricordo quando uscivo ancora nel mio paese e quando tornavo da qui molte cose erano cambiate: i membri del gruppo, i fidanzamenti, i luoghi dove si usciva. Era una cosa che odiavo, perche' io ssono sempre staa per le amicizie esclusive, stabili. Poche. Non riesco a fare l' amica di tutti quando poi so che se mi serve qualcosa non posso rivolgermia loro. Sono portata a questo anche dal mio senso di inferiorita' verso gli altri, credo, dal mio sentirmi insignificante. Poi mi capitano sorprese come l' altro giorno quando una ragazza che mettevo tra i semplici conoscenti mi ha invitata al suo compleanno per pochi intimi. Neanche fose stata una con pochi amici. Poi mi sento in colpa perche' la considero una persona con cui passare il tempo e chiacchierare ogni tanto, con precauzione casomai pensasse che faccio troppo la faamiliare. Ed e'' una cosa che capita spesso, un po' il contrario di chi pensa di avere decine di persone intorno a se mentre in realta' ne ha uno o due. Non so qual'e' meglio sinceramente. Tanto sola, o quasi, mi ci sento comunque.

sabato 11 agosto 2012

Una lettrice frustrata.

Don't worry per voi egregi odiatori di libri, non sto per affrontare una lunghissima recensione su uno dei millemila libri noiosi che ho letto. Potete stare tranquilli. Oggi voglio soltanto sfogarmi su una scrittrice che ha accompagnato la mia vita nel cottage Finlandese da quando avevo dodici anni o giu' di li'. La scrittrice in questione e' Jean Marie Auel, conosciuta in America quanto sconosciuta in Italia, e soprattutto trattero' della sua serie di romanzi (l'unica, visto che la sta scrivendo da piu' di trent'anni), intitolata "Saga dei figli della terra". (Se volete cercate voi su wikipedia, oggi non mi fa mettere i link sto coso). Brevemente, e' una saga ambientata all'incirca 30.000 anni fa, nel periodo della preistoria, prima dell'ultima glaciazione, c'e' un'eroe e un'eroina che raggiungono nel loro rapporto amoroso un'equilibrio nonostante le loro differenze (l'eroina e' stata cresciuta dagli uomini di Neanderthal, considerati dall'uomo di CroMagnon di cui i due fanno parte, semplici animali schifosi). Moltissime descrizioni, interessanti info su come vivevano i tizi a quell'epoca, tante e dettagliate scene di sesso che risultavano avvincenti per una ragazzina delle medie, quest'anno finalmente il tanto agognato ultimo libro, per cui l'autrice ha fatto penare i suoi fan per ben nove anni. Questo perche' ogni suo romanzo se non consta almeno di 800 pagine non va bene, giustamente. Ora iniziano gli spoiler, quindi se avete interesse di leggere questo romanzo, non andate avanti. Mi sono trovata davanti a continue ripetizioni di fatti accaduti negli altri cinque libri, continue visite in grotte sacre con le pitture fatte da antichi (persino per loro antichi), che la prima volta poteva essere interessante, ma dopo la quindicesima volta, soprattutto visto che NESSUNO sa cosa significhino quegli animali sulle pareti, diventa noioso. Per non parlare poi dello svolgimento della trama stessa, perche' l'eroina (chiamata Ayla), divenuta sacerdotessa della propria caverna, smette per un po' a darla all'eroe (Jondalar), che giustamente pensa di cominciare una fitta relazione con la strega cattiva della storia, colei che lui voleva sposare prima di incontrare l'altra e che aveva fatto di tutto per far dispetti ad Ayla. Non si tratta di tradimento, perche' in quella societa' si puo' andare con chi vuoi, pero'. Visto che tanto si vantava di essere talmente innamorato di lei da non voler andare con nessun'altra, alla prima occasione smette di interessarsi a lei, e passa con Marona (la strega, bellissima ma cattivissimae blablabla) tutto il suo tempo libero, fregandosene del fatto che la propria madre sta sul letto di morte. Ovviamente, essendo l'ultimo romanzo, deve finire bene. Ayla, in preda ai rimorsi (perche' pensa di essere colpevole perche' ogni tanto era troppo stanca per intrattenere il marito) e alla gelosia, va a letto con il piu' abominevole, ubriacone schifoso della caverna. Davanti gli occhi di Jondalar che pensando si tratti di violenza praticamente lo ammazza. Dopodiche' i piccioncini si riuniscono, senza pero' sicurezza che lui smetta d'ora in poi di andare a donne, confortato soltanto dalla devozione assoluta di lei che non potrebbe mai tradirlo, perche' lo ama. Bella cagata.

venerdì 10 agosto 2012

Tizio al mercato che ci prova mentre gli sto comprando le patate. E’ triste quasi quanto le cameriere di pub/ristoranti coi clienti. Quasi.

giovedì 9 agosto 2012

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Domanda esistenziale: qui in Finlandia si vende il succo di frutta alla fragola. Partendo dal presupposto che e' buona, come si fa il succo alla fragola? No, davvero, lo spremono, lo schiacciano, c'e' un particolare macchinario che fa tipo un'iniezione alla fragola e ci toglie il liquido? Si' non ho niente da fare, la Federica in me alza la testa anche se qui mi chiamano Emilia (secondo nome della sottoscritta) perche' non sanno pronunciarmi il nome. Emilia e' un nome da vecchia e saggia e pedante.

martedì 7 agosto 2012

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Tornata dal cottage, ora mi aspettano due settimane di nonna e fratello. Viaggio lungo,sono stanca morta e col reader. Mi faccio una sessione di tumblr, va.?

venerdì 27 luglio 2012

Dalla Finlandia con furore.

Approfitto dell'attesa del pranzo per salutarvi. Sono al lago, connessa grazie all'ipad di mia cugina, che rappresenta l'unica forma di tecnologia qui oltre alla tv e alle lampade. Si perche' sappiatelo, qui non abbiamo neanche acqua corrente, il che porta a tanta ginnastica nel trasporto lago-cottage di secchi e secchi di acqua, di pipi' in mezzo al bosco e popo' dentro un bagno d'altri tempi. Voi viziati abituati a prendere la macchina per ogni evenienza pur di non camminare 500 metri o pur di non prendere mezzi sarete allibiti, ma nob e' niente di che, davvero. Ci si abitua a tutto, ed e' persino piacevole stare a contatto con la natura, invece della doccia buttarsi di prima mattina dentro l'acqua fredda e cosi' via. L'unica nota negativa e' che non posso sentire nessuno, gia' mi manca L. E forse dovremo stare qui tutto il mese, senza neanche skype. Per non parlare del fatto che mia cugina e gli zii, per quanto non mi siano particolarmente simpatici, sono l'unica compagnia che abbiamo qua perche' davvero non c'e' nessuno. E tra qualche giorno se ne andranno.

martedì 24 luglio 2012

Parto!

Mi dispiace per i miei affezionati lettori (che ci siete sempre, ma nessuno si manifesta mai, che tristezza), ma domani parto per un mese in Finlandia, e starò due settimane (almeno) in un posto sperduto da Dio, in mezzo ai boschi, dove non c'è l'acqua corrente figurarsi internet! Quindi non vi preoccupate, non sono sparita, cercherò di scrivere un po' su un quaderno così avrò tante cose da raccontare appena avrò un pc tra le mani. Buona continuazione di vacanze a voi!

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Sto leggendo un bordello questi giorni. Ma io leggo un bordello, normalmente.
Ho cominciato a leggere così, mangiando i libri praticamente, da quando ho iniziato a leggere. Avevo cinque anni, ancora non avevo iniziato le elementari. Mia madre mi leggeva il primo Harry Potter che era uscito da poco, e io cercavo di seguire dove lei mi puntava il dito. Ci vollero ancora un paio d'anni, prima che lo leggessi da sola.
La saga di Harry Potter è stato in un certo senso il filo della mia infanzia. Mi ha seguita da piccolissima fino ad oggi, o fino a quando è uscito l'ultimo libro. Ognuno, tranne forse l'ultimo, l'ho letto almeno quattro volte. Sì perché fino alle superiori non avevo ancora scoperto quell'edificio fantastico che chiamano biblioteca, io dovevo sempre leggere qualcosa, i miei non potevano stare sempre a comprarmi libri nuovi e quindi rileggevo quelli che avevo. Fino a consumarli, quindi oltre l'impararli praticamente a memoria.
Ora no, ora leggo un romanzo una volta sola. Vado in biblioteca una volta al mese, prendo quei tre libri che mi spettano e che ho accuratamente scelto con una certa soddisfazione, e dopo di che passo una considerevole fetta della mia giornata sul letto ad esplorare il nuovo mondo, che di solito è all'altezza delle mie aspettative.
Anche quando scelgo i libri apposta per poter dire di averli letti e quindi aver tutto il diritto per criticarli (Vedi D'Avenia, Moccia, Fabio Volo).
Da un mese a questa parte poi, c'è stato un nuovo acquisto in famiglia: Il Reader. E' diventato uno dei miei migliori amici. Dopo aver finito i tre libri infatti, in questo modo non ho più bisogno di correre in biblioteca (altrimenti starei qualche giorno senza leggere, e non si può), ma posso ingannare il tempo scaricandomi romanzetti brevi  sopra. Per non parlare dei viaggi. Domani partirò per la Finlandia e ho intenzione di scaricarmi un libro in francese, visto che devo fare un ripassone prima dei test.
Ovviamente portandomi dietro anche Madame Bovary, La Certosa di Parma e Ragione e Sentimento, le mie compagne di viaggio.

domenica 22 luglio 2012

Io?

Sono sicura al 200% che non te ne andrai. Che siamo Noi, sempre. Ma a volte ne inorridisco. Dove sono finita Io?

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Passata serata strana. E' stata l'ultima prima di partire per la Finlandia, mercoledì. Forse per l'atmosfera, forse perché sospetto che L. stia macchinando qualcosa per P. ed A., pur sapendo che io sono contraria visti i precedenti.
Non so cosa dire.
In questi giorni dopo essere tornata sono solamente molto stanca, non ho voglia di fare nulla e mi deprimo perché non voglio partire. Voglio restare qui a divertirmi con i miei amici, ora che posso visto che gli esami sono finiti. Invece devo partire e non vedere nessun altro che parenti e genitori per quasi un mese. (Mio fratello progetta di portare di nascosto la playstation oltre il confine). Mi sono fatta prestare un librone di grammatica francese da L., dalle basi fino al mio livello circa, mi ci metterò, in vista di settembre!

sabato 21 luglio 2012

Paris, Paris!

Ho passato quattro bellissimi giorni!
Primo giorno Montmartre, dì cui mi sono innamorata, Champs Elysées che sembravano il Corso con una superstrada accanto, troppo rumorosa per i miei gusti, e poi terminava a Place de La Concorde che era come la piazza davanti la Termini solo con un obelisco. Mah. Giusto perché ci hanno ghigliottinato 24809238493 persone.
Secondo giorno invece è stato stancante troppo: Museo d'Orsée, il museo degli impressionisti che abbiamo girato in lungo e in largo, il Louvre di cui abbiamo scelto soltanto alcuni (comunque molti, tre ore là dentro) pezzi da vedere, poi Notre Dame e il Pantheon. Non oso immaginare i km.
Quella sera siamo tornati a Notre Dame perché pensavamo ci fosse uno spettacolo, invece era soltanto un documentario (noioso) sulla chiesa e oltretutto a pagamento quindi ci siamo seduti sulla piazza di fronte, a guardare questo, che era molto meglio. L. se n'è perdutamente infatuato e siamo tornati anche la sera dopo. A Parigi ci sono molti più artisti di strada che a Roma devo dire, altri spettacoli bellissimi sono stati questo e questo.
Poi abbiamo visitato tre cimiteri in tutto, per vedere le tombe di personaggi storici, soprattutto sono andata a porre un fiore sulla tomba di Chopin, il mio amore.
Siamo tornati ieri sera, ma mi mancherà tutto così tanto!

lunedì 16 luglio 2012

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E domani si parte! Parigi, sarai tutta mia per quattro bellissimi giorni!
Stamattina ho iniziato a fare la valigia, il resto oggi pomeriggio. Poche cose, non sono di quelle che quando partono per pochi giorni si portano tutta casa dietro, o almeno tutto il guardaroba. Non la capisco proprio la gente così. Certo, magari sarebbe carino portare qualcosa per la sera, ma non mi va di riempire tutta la valigia in modo che poi se voglio comprare qualcosa lì non entra niente. Credo di non avere tempo per shopping, però la possibilità deve esserci!
Quindi tre cambi, una felpa, una giacca anti vento, intimi, pigiama, trucchi e shampoo, asciugamano, e basta. Pare che faccia freddo lì, forse addirittura pioverà. Speriamo di no.
Già un paio di progetti sono andati in fumo: non riusciremo a salire sulla Torre Eiffel, perché pare la fila sia di 2-3 ore, e non possiamo permetterci di perdere tutto questo tempo. Non ne vale la pena, e un bellissimo panorama riusciremo a godercelo salendo al Notre Dame. Inoltre, niente giro in bicicletta, perché nonostante costi veramente una stronzata (2 euro al giorno), dovremmo lasciare una carta di credito come caparra. Ma stiamo scherzando?!
Altrimenti tutto perfetto, spero solo che non ci sorprenda il maltempo. Un giorno Versailles, un altro Louvre, domani passeggiata per gli Champs Elysées fino ad arrivare a Notre Dame, ultimo giorno bazzicheremo in giro.
Al mio ritorno cercherò di raccontare tutto nel modo più preciso possibile.
Au revoir!

domenica 15 luglio 2012

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Ieri pomeriggio l'ho passato ad aspettare un pullman che non arrivava. Circa un'ora alla fermata, dopo di che è passato quello dopo (in ritardo) e sono potuta scendere.
Strano quanti pensieri ti vengano quando stai in macchina da sola. Almeno a me succede sempre, da piccola cominciavo a viaggiare con la fantasia verso mondi e azioni assai improbabili.
Ieri pensavo a quanto erano belli quei giorni in cui iniziava a piacerti qualcuno. Quel lieve pizzicorio nel pensare a lui, l'esaltazione di vedere il mondo quasi da un'altra prospettiva rispetto a prima, il sentire che la persona che ti piaceva prima (perché dai ammettetelo, esiste sempre quello che ti piaceva prima che arrivasse quello che ti piace attualmente) è un ricordo, avvolto nella nebbia.
Sono sensazioni che non provo più da lungo tempo ormai, e un po' mi mancano. Certo, non venivo quasi mai ricambiata perché non sono la ragazza dei sogni di tutti, però era una cosa eccitante, ogni volta.

Continuando il mio infinito viaggio verso L. che mi stava aspettando però, ho cominciato ad assaporare l'aspettativa dell'imminente incontro: solitamente appena arrivo gli butto le braccia al collo e rimaniamo per molti secondi abbracciati, senza dire nulla, quasi non ci vedessimo da secoli. E' una bella abitudine, e lo aspetto sempre con impazienza.

Quindi all'improvviso ho capito che non importava le cose che ho perso stando con lui, perché ho acquisito nuovi sentimenti, nuovi abitudini, nuovi momenti speciali che coprono quelli vecchi. Single o fidanzati, godetevi il presente!

sabato 14 luglio 2012

Capita.

Caro papà mi dispiace. Mi dispiace ma io lo faccio. Copulo, ,scopo, faccio l'amore, faccio sesso, ho una vita sessuale, non sono più pura casta e ingenua, uso la mia vagina, e lo faccio indipendentemente dal fatto che parto o meno con L. per quattro giorni. No che martedì parto e tu ogni giorno mi raccomandi di stare attenta "a Parigi e anche altro". Non è che se sto tre notti via da casa e con lui allora torno incinta. Potrei tornare incinta a casa comunque. Tu non lo sai, ma meno di un mese fa lo sospettavo e ho fatto pure un test. Quindi inutile che mi dici di stare tranquilla, lo faccio sia che parti o no. Anzi, probabilmente lì su saremo talmente stanchi di tutte quelle camminate che la sera crolleremo senza fare niente.

venerdì 13 luglio 2012

13/07/12

E' finalmente iniziata l'estate, sono troppo troppo infervorata!
Mi piace quest'atmosfera, tutti sono così gentili, si fa amicizia facilmente, non c'è quella diffidenza che sento durante il resto dell'anno. E' estate, bisogna divertirsi! Purtroppo la vivrò soltanto qualche giorno perché tra qualche giorno parto, prima Parigi poi subito dopo Finlandia, ma è bello respirare quest'aria anche se solo per un po'. E' rassicurante.
Mercoledì sono finalmente riuscita a uscire da sola con A., sono rimasta anche da lei a dormire pure se si è addormentata subito invece di chiacchierare. E' stata una serata carina anche perché ad un certo punto sono venuti L. con i suoi amici, e pare che le abbiano fatto una buona impressione. Mi piacerebbe se quando uscissi con loro ci fosse anche lei, sarebbe molto divertente! Alla faccia di qualcuno che dice che non parlano, io adoro quei ragazzi, e ragazze soprattutto M. e le due F. mi ci sto davvero affezionando in questi ultimi mesi. Sono l'unica parvenza di gruppo che ho dopo aver litigato con tutti quelli con cui sono uscita nel corso degli anni. Forse aiuta il distacco in un certo senso, cioè non sono mie migliori amiche ma "conoscenti" con cui è bello stare insieme qualche serata, con cui posso essere me stessa e non ho remore forse proprio perché non le conosco benissimo.
Sono strana lo so. Ma io con le amicizie proprio non ci so fare.
Godiamoceli questi ultimi due giorni!

lunedì 9 luglio 2012

Recensione: la vendetta del traduttore di Brice Matthieussent.



[Ho deciso di darmi alla recensione, già già.]

L’ho preso in mano piena di curiosità, questo nuovo “caso letterario” francese. L’ultima volta, con “L’eleganza del riccio”, rimasi più che soddisfatta. Mi aspettavo, quindi, qualcosa di simile, o perlomeno, di pari qualità. La vicenda di un traduttore che, trovandosi di fronte un romanzo mediocre quanto banale, decide di prendere in mano la situazione, tagliuzzando qua e là avverbi ed aggettivi di troppo, evidenziando la propria riprovazione ed aumentando costantemente la propria influenza sul testo nelle note a pié di pagina, fino a soppiantare del tutto l’autore. Affascinante, considerato che anch'io, un giorno, ambisco al campo dell’editoria, in veste di questo personaggio che “si muove in incognito, disincarnato fantasma docile e fedele come l’ombra al corpo, inevitabilmente a immagine dell’altro, di questo chiassoso vicino che si mostra in piena luce”.
E’ di questo che tratta il libro. Ma in modo totalmente opposto di quello che mi aspettavo.

Dopo gli iniziali capitoli, nel quale il protagonista/traduttore/scrittore spulcia, alleggerisce, taglia ed aggiunge propri brani nel testo di un ignoto autore americano, ci immergiamo, in medias res, nel romanzo vero e proprio su cui sta "lavorando", “La vendetta del traduttore”, un intreccio senza fine tra l’autore di un romanzo francese (N.d.T.) ed il suo traduttore americano. Il primo, Abel Prote,è  l’unico personaggio con un certo spessore psicologico, un uomo “odioso, manipolatore, nefasto, arrogante, intelligente ma egoista, colto ma pedante”, insomma il tipico “cattivo” che dopo essere stato lasciato dall’amante/segretaria, Doris, si vendica in ogni modo possibile e immaginabile del secondo, David Grey, giovane ingenuo quanto permaloso. Insomma, si tratta di un romanzo ad incastri e fino a qui va bene (più o meno, che banalità!).
Continuando la lettura, tuttavia, l’intreccio si complica ulteriormente fino ad arrivare a  comprendere lo stesso scrittore/traduttore che ad un certo punto scavalca le righe del testo per entrare dentro alla vicenda, puff! Non siamo più dinanzi, quindi, ad un romanzo continuamente corretto e “bistrattato”, bensì ad un metaromanzo nel quale si confondono i piani della narrazione, senza alcun supporto logico/narrativo, con lo scrittore che diviene un personaggio a tutti gli effetti: da qui il racconto perde di senso, diventando a tratti anche noioso. Alcuni brani poi, sono addirittura superflui,senza alcun legame con la vicenda: il lungo e straziante sogno di David, oppure la ripresa del  di Lolita, il famoso personaggio di Vladimir Nabokov, fuori luogo, privata del suo spessore ed appiattita in un ruolo frivolo, grottesco, che fa sfumare la profondità della sua triste vicenda.
Allo stesso modo l’entrata in scena del traduttore/scrittore perde ogni suo possibile fascino quando comincia a modificare il testo originale soltanto per i propri comodi, fino ad una conclusione patetica utile soltanto a dimostrare l’ebbrezza dell’onnipotenza, quella che ogni traduttore vorrebbe provare quando “si mette le mani nei capelli per conto di terzi” ma non può correggere nulla perché “è invisibile, trasparente, il testo deve restare quello che è, non è suo. Lui lo traghetta solo”.

Infine, qualcuno mi spieghi perché Doris fa in modo che la corrispondenza libro/realtà sia sempre un po’ distorta,se non esce fuori alla fine del romanzo, perché far sì che ciò accada?!

Mi spiace, ma non ci siamo proprio.

sabato 7 luglio 2012

Anche l'orale è andato!

La sensazione di libertà è assurda, l'idea che non devo più aprire libro per ripassare inebriante. E' andato tutto molto bene, i professori erano ben disposti nei miei confronti, forse anche per il pezzo di Wagner suonato al pianoforte che è andato molto bene, giusto le mie solite mani che tremano ogni volta che sono in pubblico.
Un'altra cosa positiva è che finalmente ho rivisto A., un po' più incicciottata, sicuramente tenera come prima e stasera faremo una bella chiacchierata, non vedo l'ora :D

giovedì 5 luglio 2012

5.07.12


Il sindaco del mio paese che a causa di problemi coi depuratori (perché sono anni che non li controllano e si intascano i soldi) invita i cittadini di limitare l'uso dei servizi igienici privati. Della serie, cagate di meno. Ma si può?


Ieri è tornata A., non vedo l'ora di rivederla. E' una delle persone più effervescenti, più sceme e più dolci che abbia mai conosciuto. (ps, la trovate qui) Domani forse viene a casa, per la prima volta, e spero che mia mamma Finlandese la faccia sentire un po' meno nostalgica del posto da dove è appena tornata. 

Una tipa del mio paese che mi guardava dall'alto in basso fino ad un mese fa ora ogni volta che mi vede si ferma a chiacchierare e non mi lascia più andare. Aiuto.

martedì 3 luglio 2012

Battere di tasti.

Impulso di scrivere. Non so esattamente cosa, è una sensazione familiare di quando avevo la pagina facebook (che ho ancora, ma ora si è trasformata in pagina di citazioni) e mi veniva da scrivere cose poetiche, canti d'amore, di frustrazione, di odio, di dolcezza. Erano tutte cose vuote, stereotipate, non ero veramente io. Io non sono la persona che riempie di parole poetiche il proprio ragazzo, e neppure la persona che cerca di fare l'alternativa. Io sono Una Persona. Anonima. E a volte mi sento talmente anonima da potermi quasi definire sola. Guardo il mondo con sdegno, critico, non mi metto mai in discussione e fingo di non essere ferita da chi mi ridacchia dietro, da chi mi disprezza perché mi credo "chissà chi". Però fa male, e solo le persone a cui tengo mi fanno essere fiera di me stessa. Ricordo una sera che N. mi disse che devo fregarmene perché ho tutto dalla vita e sono pure più intelligente della media, e forse ha ragione. Però a volte mi ritengo comunque inutile, brutta, troppo vociante, con una risata che si sente troppo lontano, troppo effervescente da risultare ridicola, per ripiombare nell'anonimato, nel nonesserenessuno. Soprattutto quando capita che anche a persone che reputi tue amiche sembra non importi poi così tanto di te, prese dai loro piccoli, egoistici problemi. Ma chi sono io per biasimarle? Sono forse diversa? No. E mi perdo nell'oblìo del battere i tasti, che tanto fa figo.

03.07.12

Per la maggior parte dei miei compagni guardare gli orali degli altri è demotivante. Per me no, mi fa sentire sicura. Alla fine si tratta soltanto di una chiacchierata con i professori su cosa abbiamo faticato per tutto l'anno!
Ieri L. stava molto giù. Ogni tanto gli vengono questi momenti in cui tutto quello che ha fatto gli sembra inutile, le grandi ambizioni che ha gli sembrano effimere e si attacca a me, "l'unica cosa che sono sicuro abbia un senso". Sono attimi preziosi, che però mi fanno paura. Solitamente sono io quella debole, che ha paura di perderlo, di restare sola e di fare cazzate. Ed è lui quello che mi consola, non il contrario. Ultimamente invece sembra proprio un bambino, Sabato ripeteva di continuo che voleva dormire insieme a me perché col caldo e lo studio non riusciva a dormire, mentre con me si sarebbe sentito al sicuro. Mi sento a disagio a sentirmi dire queste cose. Ma non vedo l'ora di andare a Parigi, cinque giorni ininterrottamente insieme.

domenica 1 luglio 2012

01.07.12

Fa assolutamente troppo caldo. Le mie gattine sono tre ore che stanno sotto il tavolo, ogni tanto si spostano per trovare uno spazio dove le mattonelle siano un po' più fresche e si risdraiano. Poverine! Lo soffro anch'io, mi sento la testa oppressa e non riesco quasi a pensare, per non parlare dello studiare. 
Meno 6 all'orale! Comincio ad avere ansia, i ragazzi della mia classe che sono andati a vedere l'esame di quelli dell'altra classe hanno detto che il presidente si intromette su ogni cosa, fa domande di attualità, prende in giro e quasi 'insulta' i ragazzi facendoli demoralizzare. E chiede la grammatica latina. Io cosa ci dico di grammatica latina che sono tre anni che mi scarico le versioni e ai compiti in classe vado ad intuito? (Prendendo anche buoni voti, non si capisce perché ma sarà un segno dal cielo che mi spinge a diventare traduttrice).
Cerco di non agitarmi. Prometto di non agitarmi. 
Quasi quasi vado a sdraiarmi anch'io sotto il tavolo della veranda, va.

sabato 30 giugno 2012

30.06.12

L'altra notte qualche deficiente è stato fino alle tre di notte a festeggiare per la vittoria dell'Italia. Spero vivamente che Domenica vinci la Spagna, visto che Lunedì dovrò alzarmi presto per andare a vedere l'orale di L. Sarò blasfema, ma così è!
Ieri sera stavo guardando mia madre che stendeva i panni, ad un certo punto si è resa conto che la stavo osservando, si è girata, ha sorriso e poi quasi vergognosa si è voltata di nuovo a lavorare. Mi è tornato in mente L. che dice che faccio lo stesso con lui, e mi sono venuti i brividi per quanto era inquietante. Io non assomiglio molto a mia madre, anzi quasi per nulla, ma spesso vedo le mie espressioni riflesse nel suo viso ed è qualcosa di.. Spaventoso. Ne va della mia individualità. A voi capita mai?

giovedì 28 giugno 2012

28.06.12

Stamattina ho avuto una sorta di discussione con L. Perché è uscito con una sua ex con cui è ora sono 'amici', non me l'ha detto ma è andato sul vago (esco con una mia amica) e poi quando me l'ha detto si è anche meravigliato perché mi sono alterata. Perché tanto sono io che me la prendo per cose priva di fondamento, quando faccio quella gelosa sono pesante ecc ecc. Ma lui lo sa che a me da fastidio, soprattutto se si tratta di Lei, allora perché continua? Perché neanche me lo dice prima? Io non credo che ci sia qualcosa sotto, mi fido troppo di lui, ma il suo darmi a volte per scontato e soprattutto il suo pensare come ovvio che approvi tutto quello che fa è snervante. E quando rendo manifesta che sono arrabbiata con lui non sa neppure cosa fare, si chiude nel mutismo, o chiede soltanto i motivi, quasi sperando che se mi sfogo poi tornasse come prima. E' sempre stato così, ed è una cosa che odio. Lo sa che ho i complessi d'inferiorità spesso e volentieri, lo sa che sono sempre insicura su cosa prova per me anche se ormai è passato un anno, ma cerca di fare finta che questo problema non esiste, ferendomi ancora di più. Comincio ad essere stanca.
Ma poi arrivano messaggi come 'Quando tu mi dici che sei gelosa di Alici io come posso riprenderti? L'unica risposta seria, con cui potrei convincerti, è come ti tratto ogni giorno, come ti guardo, come ti sfioro, come ti amo. Non c'è risposta razionale che possa dissipare i dubbi, ti devi fidare, e che motivi hai tu per non fidarti? Che motivi hai per credere che io possa solo guardare con gli occhi con cui guardo te un'altra? Io ti amo. Mi è assente lo stimolo stesso a farlo. Non ho alcun motivo che mi spinga a cercare qualcosa in più, perché sento che ciò che ho mi basta, mi rende più completo. Non c'è altro. E credo che questo sia abbastanza' e io non so più cosa rispondergli e mi sciolgo.
Mannaggia a me.

mercoledì 27 giugno 2012

27.06.12

Finalmente tornato il ciclo. E come previsto, inizio il mio lavoro con l'anello .
Per inserirlo pensavo che avrei dovuto contorcermi fino agli spasimi, spingere come se avessi di fronte un pianoforte ecc ecc invece è entrato liscio. Un po' più di panico ha creato il toglierlo (mica lo lascio lì se poi tra tre settimane non riuscirò più a toglierlo, nonono), ma dopo una decina di minuti ho vinto lo schifo che i miei organi interni mi provocano naturalmente e sono riuscita a riagganciarlo, con  un sospiro di sollievo. Tra ventuno giorni non dovrò chiamare il pronto soccorso perché c'è un coso dentro la mia vagina che non si toglie, una figuraccia in meno.
Sembra molto comodo, non lo sento, ho inserito l'assorbente interno tranquillamente, mi chiedo solo come farà ad entrarci qualcos'altro :P Vabbè, shhhh, che magari ci sono bambini in incognito a leggermi.
A proposito, vorrei sapere perché oggi ho ricevuto circa 30 visualizzazioni, è una cosa molto, molto inquietante. Soprattutto ho sempre paura di essere scoperta da gente che sa chi sono e che comincia a farsi gli affaracci miei u.ù chi siete, scrivete qualche commento se volete, così mi sento meno sola *.* (anche se c'è già il mio angioletto che mi commenta tutti i post <3 angioletto letteralmente :P)
Ho cercato di insegnare a mia madre di usare l'e-book, visto che per un giornale che legge online passa anche 5 ore a fissare lo schermo del pc e si lamenta pure. Senza risultato, troppo complicato. Pazienza, lo userò solo io ( <3 ) ho trovato un sacco di libri da scaricare, penso che invece di studiare per l'orale passerò tutto il mio tempo a leggere. Meglio così, meno ansia!

martedì 26 giugno 2012

26.06.12

Passato una bella mattinata insieme con mia madre all'Outlet. Era un sacco di tempo che non stavamo del tempo io e lei sole a chiacchierare. Certo continua a farmi imbarazzare dentro i negozi, perché magari menziono che vorrei un paio di shorts marroni chiari chiari, ne trovo un paio che mi piace e lei mi raggiunge in camerino con tutti gli shorts marroni del negozio, di tutte le taglie. Oppure prova per sé dei vestiti o da vecchia, o da ragazzina, e ci propone sopra degli abbinamenti che neanch'io proporrei (e questo vuol dire tanto, ma veramente tanto). Oltre a questi piccoli inconvenienti e momenti in cui parlava con la commessa e io infilavo la testa in mezzo ai vestiti per far finta di non conoscerla è stato divertente. Abbiamo parlato del mio viaggio a Parigi il mese prossimo, lei ci è stata da giovane e ha consigliato dei posti dove andare a mangiare, come arrivare a Versailles (c'è la metro, non lo sapevo mica!) e abbiamo comprato una camicia nuova per mio padre.
Il pomeriggio sono uscita con L. Ci voleva proprio, erano un paio di settimane che non ci facevamo una passeggiata per il paese, di solito stiamo a casa dell'uno o dell'altra, causa troppo caldo. Sono arrivati finalmente gli anelli, il mio è ancora un po' troppo stretto ma l'ho preso lo stesso, se diventerà una cosa impossibile ritornerò in gioielleria. Ci siamo messi in una piazzetta e lui ha fatto una semi-seria dichiarazione di amore (visto che doveva darmelo l'anello a un anno insieme, mentre sono passate già tre settimane). Troppo caldo per baci e abbracci purtroppo, ma è andata bene così.

lunedì 25 giugno 2012

25.06.12

Passata anche terza prova. Che soddisfazione avere finito gli scritti! Oggi non ho un granché da scrivere (perché gli altri giorni sì? Solo stronzate sono ç_ç)  I ragazzuolihodieciamatematicamanonsonoriuscitaafareilproblema pare che hanno preso 14 e 15 alla seconda prova. L'altra metà della classe sta nera. Vediamo come si evolverà la situazione!
Io oggi deciso di non fare nulla, ci vuole proprio. Dopo aver scoperto di aver preso 14 ad italiano sono soddisfattissima, glielo sbatterò proprio in faccia alla prof che si è ostinata a mettermi 6 e mezzo per ben tre anni.
Fa strano il fatto che è stato l'ultimo "compito in classe" del liceo. Mi chiedo se faccia bene ad andare a fare lingue l'anno prossimo, se davvero è qualcosa che fa per me. Soprattutto per il francese ho parecchia antipatia causa professoressa F., l'essere più inutile, schizofrenico e permaloso che ci sia. Spero sia davvero a causa sua e che troverò un'insegnante che riesca a farmelo piacere, altrimenti la vedo dura!
Finalmente ha cominciato a farmi male la pancia. Forse entro una settimana mi tornerà questo benedetto ciclo, i seni strabordano dal reggiseno per mia grande soddisfazione, alla faccia della mia solita seconda scarsa.

domenica 24 giugno 2012

24.06.10

Ieri sera mi era venuto qualcosa di intelligente e di filosofico da scrivere qui. Ero mezza addormentata, quindi giustamente non me lo ricordo più. Peccato. Sembrava qualcosa di intelligente davvero, così nel dormiveglia.
A voi (mi rivolgo ai miei invisibili lettori di cui la maggior parte è degli Stati Uniti) capita mai quel momento in cui vi rigirate tra le coperte, ripetendo a voi stessi "non pensare a niente, non pensare a niente così ti addormenti", di cominciare dei pensieri contorti da fare invidia a Sartre? A me sempre, e penso che dovrei avere un quaderno  o almeno il cellulare in mano in quegli attimi, ma penso sempre "tanto me lo ricorderò". Si, come no.
Ieri era il compleanno di mia madre, 50 anni. Le hanno regalato un'e-book, e sono entrata in visibilio. L'avevo chiesto già per Natale ma senza successo, quindi giustamente me ne sono impadronita io. Ho passato stamattina a scaricare un po' di libri, per ora 30. Che soddisfazione! Ho letto per due ore circa 'Fifty Shades of Gray' che avevo sul pc, un libro sulla scia di Twilight che cerca di essere alternativo e soprattutto erotico. Giusto perché è inglese lo leggo.
Domani terza prova, non vedo l'ora almeno ho qualche giorno di respiro, l'orale è il 7 quindi tanto vale che mi iscrivo a scuola guida e comincio ad andare al mare. Però sono contenta almeno torna A. e mi può sentire, e la sera a festeggiare la fine degli esami, comunque siano andati. Cerco di non essere inquieta per la seconda prova, è andata come è andata ed è inutile disperarmi. Voglio finire gli scritti anche perché mi sento in una specie di limbo, in cui dovrei studiare ma non mi va e quindi faccio altro ma poi mi sento in colpa e preoccupata e agitata. Ma tanto non mi va, e quando a me non va è inutile insistere.
Subconscio di merda.

venerdì 22 giugno 2012

Momenti poetici e anche no.

Ci sono quelle giornate che il cielo mi incanta. Solitamente quando sto fuori non guardo in sù, piuttosto mi guardo i piedi per non inciampare e per non incontrare lo sguardo altrui. Oggi però, ho visto il cielo che era azzurro da togliere il fiato e mi ha commosso tantissimo, non saprei dire il perché. Sembrava così... Perfetto. Tutto intorno a me era perfetto, solo che spesso non me ne rendo conto ma cerco difetti in ogni cosa che mi circonda. E mi deprimo, e divento pessimista. Invece tutto è perfetto, basta uscire fuori di casa e cominciare a cercare.
Quindi lista delle cose "perfette", o almeno belle, che mi circondano.
Il sorriso di mia mamma e le sue battutine da adolescente;
Le mie due gattine quando stanno all'ombra alle 3 di pomeriggio e dormono;
Il mio giardino spettacolarissimo;
I miei capelli ogni tanto;
E. che è sempre con me quando si tratta di non far niente;
A. che tra poco torna a casa dopo un anno;
M. che mi sta sempre accanto, con la sua ingenuità, con la sua dolcezza;
L. che lo amo tanto tanto;
La scuola me la sto lasciando alle spalle e solo lingue, yeah.

9 punti, non sono pochi vero?

Che cacca.

Seconda prova andata. L'unica cosa positiva del tutto è che è passata e che non dovrò più fare un problema di matematica in vita mia.
La professoressa non ha passato niente, ma questo si sapeva. La cosa scioccante è che i miei compagni più bravi si sono messi tutti vicini e non hanno passato niente a nessuno! Sicuramente daranno la scusa che il presidente è molto severo, ma ci stavano momenti in cui non era presente e gli esterni facevano finta di non vederci parlare! Non ho parole. Sono delusa, nervosa, e ho paura di essermi giocata l'esame (no che esco con 60 eh, però con meno di quanto sperassi). Oltretutto il presidente si è molto irritato per il comportamento nostro e dei docenti e ce la farà pagare in sede orale, sicuro. Col latino, di cui io la grammatica non ricordo proprio nulla.
Ho capito che ora l'importante è concentrarmi a salvare il salvabile, e poi l'importante è che esco da qui dignitosamente.
Ho odiato il fatto che appena uscita sono scoppiata a piangere dal nervoso. Oltretutto c'erano delle ragazze del mio paese della scuola di Luca, e odio farmi vedere 'debole', però cosa ci potevo fare? Mi sento ridicola. Mio padre poi ha rincarato la dose perché si è messo a dire che sono stupida se me la prendo ecc ecc e poi faceva domande dettagliate sugli esercizi. Ma allora lo fai apposta?!

mercoledì 20 giugno 2012

Meno uno!

Tolta prima prova!
Ovviamente, non ero per nulla agitata: so che non ho un buon stile, ma ho la testa sulle spalle tanto da non scrivere fesserie. Spero che la commissaria non sia come la mia prof che mi mette sempre 6 e mezzo perché "pensieri troppo complicati". Spero almeno in un dodici.
I commissari sono tranquilli, quella di francese si vede che è tonta, una volta mi ha persino fatto cadere la bottiglia d'acqua e poi rideva come una ragazzina. Quello di filosofia mi sta simpatico a pelle, e poi ha fatto un apprezzamento sulla mia tesina, che non ha fatto a nessun altro! (si sente realizzata u.u) Quella di italiano anche tranquilla, l'unica che sembrava un po' su fuhrer era il presidente, infatti un mio compagno è andato dalla commissaria italiano e le ha detto "professoré, ma la presidente mi mette paura!" Tutti a ridere, e lei pure. Che coraggio, avrebbe potuto anche offendersi per la confidenza!
Il vero dramma inizierà domani. Siccome oggi stavamo ammassati nel corridoio e potevamo parlare tranquillamente perché i prof non potevano guardarci tutti, il presidente ha deciso di metterci nella "vasca" (il luogo dove teniamo le assemblee d'istituto) e lì ci potranno stare col fiato sul collo! E io matematica non la so proprio fare.. Spero nella divina provvidenza.

martedì 19 giugno 2012

19.06.12

Perché la maggior parte dei miei lettori è degli stati uniti/tedeschi? Bho!
Domani prima prova!
Fatto test, ansia per andare in farmacia, chissà che mi avrebbero detto pensavo! Invece la ragazza è stata tranquilla e molto professionale. Quando guardavo la schermata dove se fosse stato positivo sarebbero dovute comparire due linee, se negativo una soltanto, pregavo. Avevo quasi i crampi allo stomaco. Ma c'era Luca con me, e questo aiutava. Passati i cinque minuti solo una linea è apparsa, posso stare più tranquilla! Ma se entro una settimana ancora non mi tornano le mie cose vado dal ginecologo, non è normale!

lunedì 18 giugno 2012

18/06/12

Siccome userò questo blog tipo diario, tanto vale mettere le date come titolo no? Anche perché io non sono mai stata brava a trovare i titoli né per i miei temi di scuola, né per le mie eventuali storielle.
Oggi mi sono svegliata con una tosse orrenda. Sai quelli che ti scuotono il petto e ti fanno sentire oppressa per tanto tempo. Ho causato un piccolo momento di panico perché mi è sembrato per un attimo di vedere sangue in quello che sputavo. Stavo sola a casa, c'era soltanto mio fratello, quindi ho chiamato Luca e gliel'ho detto, con lui che stava quasi prendendo armi e bagagli e salendo da me. Poi però ho realizzato che si trattava solo di catarro arancione -.-''
Non posso mica diventare tisica, a due giorni dagli esami!
Dopo pranzo davanti alla porta ho visto un gatto seduto, bianco e arancione. Le mie gattine gli stavano vicino e lo guardavano, ma non sembrava spaventato. Accorgendosi di me si è girato e ho visto che aveva gli occhi pieni di qualche pus, e sedeva praticamente accasciato. Ho aperto la porta per scacciarlo e invece di scappare ha cominciato a miagolarmi, come per chiedere aiuto! Spaventata ho richiuso la porta, chissà che malattia ha. Dopo un po' se n'è andato. Queste cose mi fanno sentire male, vorrei poterlo sopprimere, ma non avrei il coraggio di prenderlo sinceramente. E questo mi fa sentire ancora più in colpa.
Ultima cosa: Sabato erano esattamente 2 mesi senza ciclo. Comincia a serpeggiare una leggera inquietudine quindi deciso di fare test. Spero solo che non faccia lo stupido e dica che sono incinta se non lo sono! Dio, che ansia.

domenica 17 giugno 2012

Primo post.

Eccomi qui, l'ennesimo blog/pagina/quelchesivogliacoso che apro su internet. Ho appena chiuso la mia pagina Facebook dopo aver scoperto che delle persone della mia classe la leggevano ben consapevoli che fossi io. Non volevo arrivare a questo, ma non voglio neppure correre il rischio di essere condizionata da ciò che scrivo per il fatto di essere cosciente che certe cose potrebbero essere usate contro di me o cose così.
Invece ora l'idea di scrivere qui sopra mi piace. Starei praticamente sola, nessun condizionamento sui 'mi piace' e niente necessità di piacere e perciò scrivere cose poetiche trite e ritrite. Perché allora le scrivevi, direste. Senza ipocrisia, ammetto che l'idea di avere quasi 3000 fan che mi seguivano e che commentavano con tutti i complimenti eccetera mi piaceva, e quindi lasciavo da parte i miei sentimenti giornalieri, gli avvenimenti, per rimanere sul più generale tema dell'amore, perduto oppure presente.
Qui invece vorrei trovare un luogo di sfogo. Raccontare gli avvenimenti della mia giornata, cose stupide ma che magari mi sono rimaste impresse, considerazioni (anche cattive su persone), una sorta di diario personale ecco. Per questo ho deciso di dire di questo blog soltanto ad una persona che chissà perché penso possa tranquillamente leggere tutto senza che mi giudichi in qualche modo. 
(Tesoro, se capiterà di dire qualcosa di brutto su di te, sarà solo per la giornata storta ;D) 
Quindi, eccomi qui, dopo questa premessa potrei già incominciare a raccontare la mia giornata di oggi.
Ho studiato fisica tutta la mattina, con Luca (il mio ragazzo) che mi ha dato qualche dritta ascoltando la mia esposizione e cercando su Skype di spiegarmi il flusso magnetico con la condivisione schermo e paint, ma con scarsi risultati. Conclusione: ho tirato fuori il cd del mio libro e ho ascoltato la lezione interattiva da lì, molto più utile. Tanto più che la usavo tipo dettato, ho scritto 5 pagine su quell'argomento!
Esami, nun ve temo!
Il pomeriggio momento idillio con Lauri (mio fratello) a guardare 'made' su Mtv, erano secoli che non lo vedevo, c'era una tipa darkettona che voleva diventare reginetta tipo, quindi ha fatto una supermega trasformazione da frangettona-trechilidifondotinta a principessa col vestitino blu come Cenerentola. Poi pc, cazzeggio su Tumblr, lettura dello 'Spleen di Parigi' (Charles, quanto ti amo!) cena ed eccomi qui. Giornata noiosa, ma che vuoi farci, tra 3 giorni maturità!
Spero di non diventare una computer nerd di questo passo, passo più tempo al pc per lo studio che in una settimana durante l'inverno!