Questo non è un blog, è un diario. Quindi se vi annoia leggere le giornate noiose di una ragazza noiosa non faccio per voi, davvero. Sono di Roma, mi piace leggere, suonare il piano e i gatti.
lunedì 22 ottobre 2012
Quando mia mamma suona il piano mi mette sempre addosso una nostalgia assurda. Lo fa sempre di sera, spesso quando piove, e passa il suo repertorio di pezzi preferiti, solitamente Bach. Sono gli stessi da quando ero piccola, a volte prova qualcosa di nuovo ma non riesce tanto, dopo la nascita dei figli ha smesso di studiare, forse un po’ se ne rammarica, come si rammarica di tutto ciò a cui ha dovuto rinunciare per avere noi. Per stare con mio padre.
Quando mia mamma suona torno ad essere piccola e guardo il piano come qualcosa di più grande di me, come una fonte di mistero, di un segreto dolce. Anche se suono da quasi quindici anni. Sarà perché nonostante lei sia arrugginita riesce davvero a metterci lo spirito, mentre io penso sempre di risultare vuota, penso sempre che un pezzo suonato da me sembri un mero esercizio di tecnica. La invidio un po’, ma è la mia mamma, deve fare le cose meglio di me altrimenti non lo sarebbe.
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