Questo non è un blog, è un diario. Quindi se vi annoia leggere le giornate noiose di una ragazza noiosa non faccio per voi, davvero. Sono di Roma, mi piace leggere, suonare il piano e i gatti.
sabato 11 agosto 2012
Una lettrice frustrata.
Don't worry per voi egregi odiatori di libri, non sto per affrontare una lunghissima recensione su uno dei millemila libri noiosi che ho letto. Potete stare tranquilli. Oggi voglio soltanto sfogarmi su una scrittrice che ha accompagnato la mia vita nel cottage Finlandese da quando avevo dodici anni o giu' di li'.
La scrittrice in questione e' Jean Marie Auel, conosciuta in America quanto sconosciuta in Italia, e soprattutto trattero' della sua serie di romanzi (l'unica, visto che la sta scrivendo da piu' di trent'anni), intitolata "Saga dei figli della terra". (Se volete cercate voi su wikipedia, oggi non mi fa mettere i link sto coso). Brevemente, e' una saga ambientata all'incirca 30.000 anni fa, nel periodo della preistoria, prima dell'ultima glaciazione, c'e' un'eroe e un'eroina che raggiungono nel loro rapporto amoroso un'equilibrio nonostante le loro differenze (l'eroina e' stata cresciuta dagli uomini di Neanderthal, considerati dall'uomo di CroMagnon di cui i due fanno parte, semplici animali schifosi). Moltissime descrizioni, interessanti info su come vivevano i tizi a quell'epoca, tante e dettagliate scene di sesso che risultavano avvincenti per una ragazzina delle medie, quest'anno finalmente il tanto agognato ultimo libro, per cui l'autrice ha fatto penare i suoi fan per ben nove anni. Questo perche' ogni suo romanzo se non consta almeno di 800 pagine non va bene, giustamente.
Ora iniziano gli spoiler, quindi se avete interesse di leggere questo romanzo, non andate avanti.
Mi sono trovata davanti a continue ripetizioni di fatti accaduti negli altri cinque libri, continue visite in grotte sacre con le pitture fatte da antichi (persino per loro antichi), che la prima volta poteva essere interessante, ma dopo la quindicesima volta, soprattutto visto che NESSUNO sa cosa significhino quegli animali sulle pareti, diventa noioso.
Per non parlare poi dello svolgimento della trama stessa, perche' l'eroina (chiamata Ayla), divenuta sacerdotessa della propria caverna, smette per un po' a darla all'eroe (Jondalar), che giustamente pensa di cominciare una fitta relazione con la strega cattiva della storia, colei che lui voleva sposare prima di incontrare l'altra e che aveva fatto di tutto per far dispetti ad Ayla.
Non si tratta di tradimento, perche' in quella societa' si puo' andare con chi vuoi, pero'.
Visto che tanto si vantava di essere talmente innamorato di lei da non voler andare con nessun'altra, alla prima occasione smette di interessarsi a lei, e passa con Marona (la strega, bellissima ma cattivissimae blablabla) tutto il suo tempo libero, fregandosene del fatto che la propria madre sta sul letto di morte.
Ovviamente, essendo l'ultimo romanzo, deve finire bene.
Ayla, in preda ai rimorsi (perche' pensa di essere colpevole perche' ogni tanto era troppo stanca per intrattenere il marito) e alla gelosia, va a letto con il piu' abominevole, ubriacone schifoso della caverna. Davanti gli occhi di Jondalar che pensando si tratti di violenza praticamente lo ammazza.
Dopodiche' i piccioncini si riuniscono, senza pero' sicurezza che lui smetta d'ora in poi di andare a donne, confortato soltanto dalla devozione assoluta di lei che non potrebbe mai tradirlo, perche' lo ama.
Bella cagata.
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