lunedì 13 agosto 2012

amicizie false vere semivere

Sto aspettando con ansia che L finisca di scrivere la sua porzione di diario. Quando abbiamo festeggiato il nostro primo anno insieme, gli ho regalato un quaderno dove per tre mesi avevo appuntato i miei pensieri, soprattutto riflessioni concernenti il nostro rapporto. Ero arrivata fino a meta' quaderno, ora tocca a lui, ma io sono troppo curiosa! Anche se conoscendolo non avra' parole dolci per me, forse solo a proposito del soggiorno a parigi. Non vedo di tornare a casa e di rivederlo, di rivedere tutti quanti. Ricordo quando uscivo ancora nel mio paese e quando tornavo da qui molte cose erano cambiate: i membri del gruppo, i fidanzamenti, i luoghi dove si usciva. Era una cosa che odiavo, perche' io ssono sempre staa per le amicizie esclusive, stabili. Poche. Non riesco a fare l' amica di tutti quando poi so che se mi serve qualcosa non posso rivolgermia loro. Sono portata a questo anche dal mio senso di inferiorita' verso gli altri, credo, dal mio sentirmi insignificante. Poi mi capitano sorprese come l' altro giorno quando una ragazza che mettevo tra i semplici conoscenti mi ha invitata al suo compleanno per pochi intimi. Neanche fose stata una con pochi amici. Poi mi sento in colpa perche' la considero una persona con cui passare il tempo e chiacchierare ogni tanto, con precauzione casomai pensasse che faccio troppo la faamiliare. Ed e'' una cosa che capita spesso, un po' il contrario di chi pensa di avere decine di persone intorno a se mentre in realta' ne ha uno o due. Non so qual'e' meglio sinceramente. Tanto sola, o quasi, mi ci sento comunque.

Nessun commento:

Posta un commento