venerdì 14 settembre 2012

Benvenuti nel teatro dell'assurdo, benvenuti nella mia generazione dove non esiste la poesia.

Benvenuti nella mia generazione dove se non hai un i-phone sei poco e niente, dove le persone non si guardano più in faccia e gli amori non si crescono come le rose, si scannerizzano, si zippano, si linkano, dove se non hai un tatuaggio o un piercing non sei abbastanza trasgressivo, se credi in qualcosa sei uno sfigato, se insegui i tuoi sogni sei un'illuso, se pensi a un contratto a tempo indeterminato sei un idealista; Benvenuti nel mio mondo dove la musica non ha lasciato traccia di se facendo spazio a ritmi ripetitivi, banali, dove le parole non hanno senso e le persone non possono fermarsi a capirne il significato. Benvenuti nel nuovo mondo, la nuova era, dove Londra è sinonimo di starbucks, dove manifestare vuol dire non far tornare un uomo a casa dalla propria famiglia, dove le fotografie sono incomplete senza il flash riflesso allo specchio, le tredicenni si truccano da quarantenni, e le quarantenni ballano sul cubo con i coetanei delle figlie, dove i libri si scaricano da internet, come la musica, i film, dove non esistono i libri sottolineati con le rose essiccate al capitolo finale, dove non si scrivono più lettere col il profumo sulla busta, dove le persone non hanno ideali, non hanno sogni, speranze, dove non si sa più cosa sia un disco in vinile, dove se ascolti John Lennon, Axl Rose e Kurt Cobain non capisci niente di musica. Benvenuti nel teatro dell'assurdo, dove tutto ciò che vedi è una realtà a cui ti arrendi, dove non si ha più il coraggio di rompere gli schemi, di cambiare, dove la politica sembra un sogno irrealizzabile e 'La legge è uguale per tutti' una barzelletta da raccontare a tavola con gli amici. Benvenuti nel mio secolo dove i professori hanno deliri di onnipotenza, dove non esiste libertà di parola se non sei 'qualcuno', dove c'è censura, dove per tolleranza si intende solo il muratore rumeno e non la coppia gay pestata per essersi tenuti stretta la mano, dove se sei bello trovi posto di lavoro, se hai soldi sei popolare dove per valori si intende vodka, durex e lucky strike, dove per esser bella devi pesare 42 chili, dove se vomiti in bagno nessuno ti sente; Benvenuti nella mia vita, dove se pensi alla poesia come al rumore delle foglie sei strano, dove se sei strano sei mostro, se sei mostro sei solo. Benvenuti nel teatro della follia, dove non si ha più tempo per ascoltare, sognare, parlare, leggere, dove non si ha più voglia di urlare diritti, di cambiare il mondo, anche nel piccolo, dove non esistono le corse sotto casa con un mazzo di fiori in mano, dove sei un numero, dove sei quello che hai e nient'altro. 'Non sono le parole a fare la differenza' dicono, tu alza la voce e cambia il mondo dal tuo piccolo. - Keep me alive.

1 commento:

  1. Credo che questa sia la cosa più vera che abbia letto sulla nostra generazione da un molto tempo a questa parte.

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