venerdì 24 agosto 2012

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Da quando sono tornata L. non fa altro che pensare al sesso. Ci siamo visti due volte ed è stato un continuo sfiorarsi, baci sul collo, mani dove pubblicamente non dovrebbero andare e baci passionali. Ma non c'è stata ancora occasione, e siccome facciamo parte di quei romantici che pensano che farlo in macchina come mero sfogo di un bisogno sia triste, chissà quando ci sarà. Il fatto è che non è mai stato così prima. E' sempre stato romantico, tenero e dolce con me, e il confine tra amore e sesso era molto netto tra di noi. La maggior parte del tempo siamo due innamorati piuttosto aperti al mondo, prendendo in giro quegli amici che si chiudono nel loro guscio o che non sanno frenarsi neppure ad una semplice festa, tanto che magari spariscono per un paio d'ore tornando tutti arruffati e sorridenti. Il momento passione è sempre rimasto strettamente tra le mura di una camera, quasi si fossero trattate di due persone diverse. Ora non più. Ora sento il suo bisogno ogni secondo, in ogni messaggio che mi manda, ogni parola che ci scambiamo ha un doppio senso, ogni bacio che gli do lui lo interpreta come un segno del mio desiderio nei suoi confronti. Ma non è così. Certo lo desidero anch'io, lo desidero sempre, non solo dopo un mese di lontananza ma ogni secondo. Passerei ogni giorno a fare l'amore con lui. Ma non per l'atto in quanto tale, non del tutto almeno. Avrei voluto che mi accogliesse con la gioia di avermi vicina, accarezzarmi i capelli e odorarmeli, abbracciarmi con forza. Non così. Forse sono ingiusta, ma una sottile delusione mi attraversa e non riesco a scacciarla via.

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