Questo non è un blog, è un diario. Quindi se vi annoia leggere le giornate noiose di una ragazza noiosa non faccio per voi, davvero. Sono di Roma, mi piace leggere, suonare il piano e i gatti.
martedì 3 luglio 2012
Battere di tasti.
Impulso di scrivere. Non so esattamente cosa, è una sensazione familiare di quando avevo la pagina facebook (che ho ancora, ma ora si è trasformata in pagina di citazioni) e mi veniva da scrivere cose poetiche, canti d'amore, di frustrazione, di odio, di dolcezza. Erano tutte cose vuote, stereotipate, non ero veramente io. Io non sono la persona che riempie di parole poetiche il proprio ragazzo, e neppure la persona che cerca di fare l'alternativa. Io sono Una Persona. Anonima. E a volte mi sento talmente anonima da potermi quasi definire sola. Guardo il mondo con sdegno, critico, non mi metto mai in discussione e fingo di non essere ferita da chi mi ridacchia dietro, da chi mi disprezza perché mi credo "chissà chi". Però fa male, e solo le persone a cui tengo mi fanno essere fiera di me stessa. Ricordo una sera che N. mi disse che devo fregarmene perché ho tutto dalla vita e sono pure più intelligente della media, e forse ha ragione. Però a volte mi ritengo comunque inutile, brutta, troppo vociante, con una risata che si sente troppo lontano, troppo effervescente da risultare ridicola, per ripiombare nell'anonimato, nel nonesserenessuno. Soprattutto quando capita che anche a persone che reputi tue amiche sembra non importi poi così tanto di te, prese dai loro piccoli, egoistici problemi. Ma chi sono io per biasimarle? Sono forse diversa? No. E mi perdo nell'oblìo del battere i tasti, che tanto fa figo.
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