giovedì 20 settembre 2012

Buio, luci spente, schermo illuminato.

Ho una memoria fotografica per certi momenti che ho vissuto, ricordo le espressioni, i gesti, le parole esatte. Ma soprattutto ricordo cosa avrei dovuto dire io che non ho detto, per paura o semplicemente perché le idee migliori arrivano quando è ormai troppo tardi. Con te al contrario non cambierei una virgola, forse cancellerei i momenti di lontananza forzata ma non importa, non con la certezza che in futuro avremo tutto il tempo che vorremmo. Insieme. Mi sono sempre chiesta cos'era quel noi di cui tutti parlavano e che io non avevo mai incontrato, con nessuno. Noi vuol dire passeggiare sempre per gli stessi posti, meravigliarsi di quanto sia piccola la città e di quanto sia difficile trovare un angolino dove esser soli davvero. Noi vuol dire mandarci contemporaneamente messaggi uguali su cosa fare il giorno dopo, ma anche esser totalmente diversi, io l'emotiva e tu sangue freddo, io passionale e tu razionale. Noi vuol dire andare al cinema le sere d'estate in cui non c'è nessuno, mettersi agli ultimi posti e non vedere il film Noi sono le tue espressioni buffe per farmi ridere, i tuoi grattini sulle braccia, i miei morsi sulle orecchie, le mie pernacchie sul collo. Noi è quando mi proibisci di mettermi scarpe con un tacco qualsiasi sennò sono più alta di te, quando mi dici che sono bella e ti arrabbi quando scuoto la testa. Noi è stato quando ho pianto la prima volta che mi hai detto ti amo, e quando non volevi sciogliermi dal tuo abbraccio la sera prima che sei partito. Noi ormai è sempre, sia che ci sei o no, sia che ci sentiamo o stiamo ognuno per proprio conto. Noi è il contrario di voi, di loro, e di io e te. #vecchia nota di mia pagina Facebook, ma vale sempre.

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