mercoledì 24 ottobre 2012

Io e la carne.

Ogni tanto mi capita che la carne mi faccia vomitare. Non è una questione ideologica, o almeno credo, forse è inconscia, ma capita che sentendo l’odore venirmi incontro senta un capogiro, mi immagini il sapore e incomincino i conati. Oggi mio padre per farmi contenta (visto che mi lamento sempre che cucina suole di scarpa) ha cucinato una bistecca molto al sangue, praticamente cruda, come (solitamente) piace a me. E sono cominciati i sintomi. Ironico, visto che solo oggi a pranzo ho mangiato una cotoletta al Mc Donald’s che dovrebbero farmi più che schifo. Ho sbocconcellato metà fettina cercando di concentrarmi su altro, ma alla fine non ce l’ho più fatta: ho tentato di avanzare scuse e lasciare, ma al perentorio “zitta e finisci tutto” tipico nella nostra famiglia dove lasciare qualcosa sul piatto è peccato, omicidio nonché sintomo di cattiva educazione ho tentato di fare quello che faccio in questi casi: nascondere i pezzetti di carne nel tovagliolo. Come una bambina. Ma mio padre per la prima volta se n’è accorto. E’ partito lo scandalo: cosa credo di fare, se voglio morire, diventare anoressica, e le proteine, e i fagioli non sono vere proteine, e che qualcuno vicino a me è sicuramente vegetariano e quindi mi riempie di cazzate (Che poi quando dice “qualcuno” in quel senso so sempre che si riferisce a L, ok), che sono una deficiente, che sono minchiate, che ci è passato anche da lui da giovane, e continuava nonostante mia madre cercasse di conciliare, alzando sempre di più la voce. Siccome già ero nervosa e triste per altre questioni (vedi post personale precedente) sono scoppiata in lacrime e singhiozzi come un’idiota e sono fuggita via. Ho chiamato L. e di nuovo come un’idiota piangendo ho raccontato tutto facendomi calmare un po’. Quel ragazzo è un angelo. Mi ha detto un paio di parole anche mamma che mi hanno fatto sentire meglio, sul “un rimedio si trova dai”, e penso di essere (quasi) totalmente tranquilla. Oltre alla questione stessa però sono anche delusa. Ho sempre considerato i miei genitori il massimo dell’apertura mentale, le persone che avrebbero accettato ogni mia scelta, che se fossi stata lesbica non avrei avuto nessuna esitazione a dirglielo. Invece per una questione relativamente tranquilla, come una mia eventuale tendenza verso l’essere vegetariana, è scoppiato il putiferio. E per questo sento di poter dir loro (che poi è mio padre) sempre meno.

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