sabato 29 dicembre 2012

Momento egoismo.

Adoro dormire insieme a te. Mancano tre giorni al Capodanno di Firenze e lo sto aspettando con ansia. Soprattutto dopo ieri, sul treno quando ti sei appoggiato su di me e hai smesso di muoverti. Sembravi un bambino, con quello sguardo rilassato e le ciglia lunghe, ti osservavo e accarezzavo la curva del naso, delle sopracciglia, massaggiavo delicatamente il capo. Un po’ di solletico alle orecchie, e bacino sul collo. Sono passate tre ore e mi manchi già. Manca il tuo calore, il tuo corpo un po’ spigoloso e la tenerezza che mi ispiri. Mi manca il tuo sguardo che mi guarda adorante. E lo so che non dovrei pretendere di più ma giornate come questa per me non sono mai abbastanza. Vorrei di più. Vorrei svegliarmi con te tutte le mattine, fare la colazione mentre mi parli e io grugnisco perché sono ancora in coma. Vorrei litigare sul fatto che hai un’alimentazione unilaterale e bisogna mangiare tutto e tu rispondi che se sei rimasto magro ci sarà una ragione, e intanto spingi col dito i miei addominali inesistenti facendomi solletico e ridere come un’idiota. Quello che vorrei dirti è che è la quotidianità perfetta che vorrei insieme a te, poterti stare vicina quando sei stanco, arrabbiato e deluso, senza dovere usare messaggi perché neanche chiamarsi si può, c’è troppa gente nelle vicinanze. Vorrei poter vivere la nostra storia come noi la vogliamo, come se non ci fossero altri.

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