mercoledì 15 maggio 2013

Oggi vorrei stare stesa su un prato con te a prendere il sole, anzi no a prendere le stelle, a guardarle. Non lo abbiamo mai fatto, e un po’ mi dispiace, ma forse per te è un po’ troppo da romantici, tu così con i piedi per terra e io no, per niente. Da una parte neanche mi dispiace questa diversità, ci confrontiamo ogni giorno, ci completiamo, due opposti che nonostante tutto cercano di capirsi, si capiscono e si accettano. E si amano proprio per quelle piccole-grandi diversità. Più che trovare qualcuno uguale a me avevo bisogno di qualcuno che mi stesse accanto, che mi ascoltasse davvero, e non l’avevo mai capito prima di trovarlo. Quindi forse più che di fantasticare su cosa vorrei tanto fare con te (perché prima o poi faremo tutto, lo so), dovrei pensare a tutte le cose che abbiamo condiviso: andare in giro per Roma a guardare i turisti e cercare di indovinare di quale paese siano; farmi trascinare al cinema a vedere un film che non mi ispira proprio ma venirci solo perché vuoi tu, e alla fine mi piace pure, perché hai sempre ragione; tranne quella volta che per sbaglio siamo andati a vedere un film horror che tu sostenevi fosse un thriller e poi avevi più paura di me; andare al mare insieme anche se io non ci vado mai al mare perché non mi piace, e starci bene; andare al mare insieme a Maggio che tu dici di stare attenta che l’acqua è fredda anche se poi per me è calda (abituata ai 15 gradi di lago finlandesi) mentre tu più dell’alluce non ti bagni; andare ai musei e camminare camminare camminare e farmi spiegare i quadri perché hai studiato storia dell’arte bene a differenza mia che non ricordo più niente; andare nelle librerie e restarci quasi un’ora a fare “questo l’ho letto, questo è bellissimo compralo, questo me l’hanno consigliato” e uscire con 15 euro di meno; presi da propositi folli andare ad avventurarci ad un castello “abbandonato” salvo poi tornare indietro per la presenza di panni stesi; e sdraiati sull’erba giocare a botte finché io non ho le ginocchia verdi come i bambini (io sempre, tu mai, chissà perché). Una cosa che vorrei fare però, davvero, e mi tormenta sempre un po’ non potere, è portarti nel Nord con me, farti vedere i boschi folti dove il sole non filtra eppure i mirtilli crescono rigogliosi, i tramonti silenziosi al lago, il rumore dei piccoli ricci che sembra stia passando un orso e avere un momento di terrore puro, farti vedere un film al cinema coi sottotitoli sia in finlandese che in svedese, sopra e sotto, e scoprire che in realtà si vede bene, non come pensi tu; farti vedere che il mondo forse non è così muto quanto sembra qui, che parla, è tutto intorno a noi, tra la rugiada e la pioggia e i piccoli animali e gli alberi. Vorrei.

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