Questo non è un blog, è un diario. Quindi se vi annoia leggere le giornate noiose di una ragazza noiosa non faccio per voi, davvero. Sono di Roma, mi piace leggere, suonare il piano e i gatti.
venerdì 27 luglio 2012
Dalla Finlandia con furore.
Approfitto dell'attesa del pranzo per salutarvi. Sono al lago, connessa grazie all'ipad di mia cugina, che rappresenta l'unica forma di tecnologia qui oltre alla tv e alle lampade. Si perche' sappiatelo, qui non abbiamo neanche acqua corrente, il che porta a tanta ginnastica nel trasporto lago-cottage di secchi e secchi di acqua, di pipi' in mezzo al bosco e popo' dentro un bagno d'altri tempi. Voi viziati abituati a prendere la macchina per ogni evenienza pur di non camminare 500 metri o pur di non prendere mezzi sarete allibiti, ma nob e' niente di che, davvero. Ci si abitua a tutto, ed e' persino piacevole stare a contatto con la natura, invece della doccia buttarsi di prima mattina dentro l'acqua fredda e cosi' via.
L'unica nota negativa e' che non posso sentire nessuno, gia' mi manca L. E forse dovremo stare qui tutto il mese, senza neanche skype. Per non parlare del fatto che mia cugina e gli zii, per quanto non mi siano particolarmente simpatici, sono l'unica compagnia che abbiamo qua perche' davvero non c'e' nessuno. E tra qualche giorno se ne andranno.
martedì 24 luglio 2012
Parto!
Mi dispiace per i miei affezionati lettori (che ci siete sempre, ma nessuno si manifesta mai, che tristezza), ma domani parto per un mese in Finlandia, e starò due settimane (almeno) in un posto sperduto da Dio, in mezzo ai boschi, dove non c'è l'acqua corrente figurarsi internet! Quindi non vi preoccupate, non sono sparita, cercherò di scrivere un po' su un quaderno così avrò tante cose da raccontare appena avrò un pc tra le mani. Buona continuazione di vacanze a voi!
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Sto leggendo un bordello questi giorni. Ma io leggo un bordello, normalmente.
Ho cominciato a leggere così, mangiando i libri praticamente, da quando ho iniziato a leggere. Avevo cinque anni, ancora non avevo iniziato le elementari. Mia madre mi leggeva il primo Harry Potter che era uscito da poco, e io cercavo di seguire dove lei mi puntava il dito. Ci vollero ancora un paio d'anni, prima che lo leggessi da sola.
La saga di Harry Potter è stato in un certo senso il filo della mia infanzia. Mi ha seguita da piccolissima fino ad oggi, o fino a quando è uscito l'ultimo libro. Ognuno, tranne forse l'ultimo, l'ho letto almeno quattro volte. Sì perché fino alle superiori non avevo ancora scoperto quell'edificio fantastico che chiamano biblioteca, io dovevo sempre leggere qualcosa, i miei non potevano stare sempre a comprarmi libri nuovi e quindi rileggevo quelli che avevo. Fino a consumarli, quindi oltre l'impararli praticamente a memoria.
Ora no, ora leggo un romanzo una volta sola. Vado in biblioteca una volta al mese, prendo quei tre libri che mi spettano e che ho accuratamente scelto con una certa soddisfazione, e dopo di che passo una considerevole fetta della mia giornata sul letto ad esplorare il nuovo mondo, che di solito è all'altezza delle mie aspettative.
Anche quando scelgo i libri apposta per poter dire di averli letti e quindi aver tutto il diritto per criticarli (Vedi D'Avenia, Moccia, Fabio Volo).
Da un mese a questa parte poi, c'è stato un nuovo acquisto in famiglia: Il Reader. E' diventato uno dei miei migliori amici. Dopo aver finito i tre libri infatti, in questo modo non ho più bisogno di correre in biblioteca (altrimenti starei qualche giorno senza leggere, e non si può), ma posso ingannare il tempo scaricandomi romanzetti brevi sopra. Per non parlare dei viaggi. Domani partirò per la Finlandia e ho intenzione di scaricarmi un libro in francese, visto che devo fare un ripassone prima dei test.
Ovviamente portandomi dietro anche Madame Bovary, La Certosa di Parma e Ragione e Sentimento, le mie compagne di viaggio.
Ho cominciato a leggere così, mangiando i libri praticamente, da quando ho iniziato a leggere. Avevo cinque anni, ancora non avevo iniziato le elementari. Mia madre mi leggeva il primo Harry Potter che era uscito da poco, e io cercavo di seguire dove lei mi puntava il dito. Ci vollero ancora un paio d'anni, prima che lo leggessi da sola.
La saga di Harry Potter è stato in un certo senso il filo della mia infanzia. Mi ha seguita da piccolissima fino ad oggi, o fino a quando è uscito l'ultimo libro. Ognuno, tranne forse l'ultimo, l'ho letto almeno quattro volte. Sì perché fino alle superiori non avevo ancora scoperto quell'edificio fantastico che chiamano biblioteca, io dovevo sempre leggere qualcosa, i miei non potevano stare sempre a comprarmi libri nuovi e quindi rileggevo quelli che avevo. Fino a consumarli, quindi oltre l'impararli praticamente a memoria.
Ora no, ora leggo un romanzo una volta sola. Vado in biblioteca una volta al mese, prendo quei tre libri che mi spettano e che ho accuratamente scelto con una certa soddisfazione, e dopo di che passo una considerevole fetta della mia giornata sul letto ad esplorare il nuovo mondo, che di solito è all'altezza delle mie aspettative.
Anche quando scelgo i libri apposta per poter dire di averli letti e quindi aver tutto il diritto per criticarli (Vedi D'Avenia, Moccia, Fabio Volo).
Da un mese a questa parte poi, c'è stato un nuovo acquisto in famiglia: Il Reader. E' diventato uno dei miei migliori amici. Dopo aver finito i tre libri infatti, in questo modo non ho più bisogno di correre in biblioteca (altrimenti starei qualche giorno senza leggere, e non si può), ma posso ingannare il tempo scaricandomi romanzetti brevi sopra. Per non parlare dei viaggi. Domani partirò per la Finlandia e ho intenzione di scaricarmi un libro in francese, visto che devo fare un ripassone prima dei test.
Ovviamente portandomi dietro anche Madame Bovary, La Certosa di Parma e Ragione e Sentimento, le mie compagne di viaggio.
domenica 22 luglio 2012
Io?
Sono sicura al 200% che non te ne andrai. Che siamo Noi, sempre. Ma a volte ne inorridisco. Dove sono finita Io?
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Passata serata strana. E' stata l'ultima prima di partire per la Finlandia, mercoledì. Forse per l'atmosfera, forse perché sospetto che L. stia macchinando qualcosa per P. ed A., pur sapendo che io sono contraria visti i precedenti.
Non so cosa dire.
In questi giorni dopo essere tornata sono solamente molto stanca, non ho voglia di fare nulla e mi deprimo perché non voglio partire. Voglio restare qui a divertirmi con i miei amici, ora che posso visto che gli esami sono finiti. Invece devo partire e non vedere nessun altro che parenti e genitori per quasi un mese. (Mio fratello progetta di portare di nascosto la playstation oltre il confine). Mi sono fatta prestare un librone di grammatica francese da L., dalle basi fino al mio livello circa, mi ci metterò, in vista di settembre!
Non so cosa dire.
In questi giorni dopo essere tornata sono solamente molto stanca, non ho voglia di fare nulla e mi deprimo perché non voglio partire. Voglio restare qui a divertirmi con i miei amici, ora che posso visto che gli esami sono finiti. Invece devo partire e non vedere nessun altro che parenti e genitori per quasi un mese. (Mio fratello progetta di portare di nascosto la playstation oltre il confine). Mi sono fatta prestare un librone di grammatica francese da L., dalle basi fino al mio livello circa, mi ci metterò, in vista di settembre!
sabato 21 luglio 2012
Paris, Paris!
Ho passato quattro bellissimi giorni!
Primo giorno Montmartre, dì cui mi sono innamorata, Champs Elysées che sembravano il Corso con una superstrada accanto, troppo rumorosa per i miei gusti, e poi terminava a Place de La Concorde che era come la piazza davanti la Termini solo con un obelisco. Mah. Giusto perché ci hanno ghigliottinato 24809238493 persone.
Secondo giorno invece è stato stancante troppo: Museo d'Orsée, il museo degli impressionisti che abbiamo girato in lungo e in largo, il Louvre di cui abbiamo scelto soltanto alcuni (comunque molti, tre ore là dentro) pezzi da vedere, poi Notre Dame e il Pantheon. Non oso immaginare i km.
Quella sera siamo tornati a Notre Dame perché pensavamo ci fosse uno spettacolo, invece era soltanto un documentario (noioso) sulla chiesa e oltretutto a pagamento quindi ci siamo seduti sulla piazza di fronte, a guardare questo, che era molto meglio. L. se n'è perdutamente infatuato e siamo tornati anche la sera dopo. A Parigi ci sono molti più artisti di strada che a Roma devo dire, altri spettacoli bellissimi sono stati questo e questo.
Poi abbiamo visitato tre cimiteri in tutto, per vedere le tombe di personaggi storici, soprattutto sono andata a porre un fiore sulla tomba di Chopin, il mio amore.
Siamo tornati ieri sera, ma mi mancherà tutto così tanto!
Primo giorno Montmartre, dì cui mi sono innamorata, Champs Elysées che sembravano il Corso con una superstrada accanto, troppo rumorosa per i miei gusti, e poi terminava a Place de La Concorde che era come la piazza davanti la Termini solo con un obelisco. Mah. Giusto perché ci hanno ghigliottinato 24809238493 persone.
Secondo giorno invece è stato stancante troppo: Museo d'Orsée, il museo degli impressionisti che abbiamo girato in lungo e in largo, il Louvre di cui abbiamo scelto soltanto alcuni (comunque molti, tre ore là dentro) pezzi da vedere, poi Notre Dame e il Pantheon. Non oso immaginare i km.
Quella sera siamo tornati a Notre Dame perché pensavamo ci fosse uno spettacolo, invece era soltanto un documentario (noioso) sulla chiesa e oltretutto a pagamento quindi ci siamo seduti sulla piazza di fronte, a guardare questo, che era molto meglio. L. se n'è perdutamente infatuato e siamo tornati anche la sera dopo. A Parigi ci sono molti più artisti di strada che a Roma devo dire, altri spettacoli bellissimi sono stati questo e questo.
Poi abbiamo visitato tre cimiteri in tutto, per vedere le tombe di personaggi storici, soprattutto sono andata a porre un fiore sulla tomba di Chopin, il mio amore.
Siamo tornati ieri sera, ma mi mancherà tutto così tanto!
lunedì 16 luglio 2012
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E domani si parte! Parigi, sarai tutta mia per quattro bellissimi giorni!
Stamattina ho iniziato a fare la valigia, il resto oggi pomeriggio. Poche cose, non sono di quelle che quando partono per pochi giorni si portano tutta casa dietro, o almeno tutto il guardaroba. Non la capisco proprio la gente così. Certo, magari sarebbe carino portare qualcosa per la sera, ma non mi va di riempire tutta la valigia in modo che poi se voglio comprare qualcosa lì non entra niente. Credo di non avere tempo per shopping, però la possibilità deve esserci!
Quindi tre cambi, una felpa, una giacca anti vento, intimi, pigiama, trucchi e shampoo, asciugamano, e basta. Pare che faccia freddo lì, forse addirittura pioverà. Speriamo di no.
Già un paio di progetti sono andati in fumo: non riusciremo a salire sulla Torre Eiffel, perché pare la fila sia di 2-3 ore, e non possiamo permetterci di perdere tutto questo tempo. Non ne vale la pena, e un bellissimo panorama riusciremo a godercelo salendo al Notre Dame. Inoltre, niente giro in bicicletta, perché nonostante costi veramente una stronzata (2 euro al giorno), dovremmo lasciare una carta di credito come caparra. Ma stiamo scherzando?!
Altrimenti tutto perfetto, spero solo che non ci sorprenda il maltempo. Un giorno Versailles, un altro Louvre, domani passeggiata per gli Champs Elysées fino ad arrivare a Notre Dame, ultimo giorno bazzicheremo in giro.
Al mio ritorno cercherò di raccontare tutto nel modo più preciso possibile.
Au revoir!
Stamattina ho iniziato a fare la valigia, il resto oggi pomeriggio. Poche cose, non sono di quelle che quando partono per pochi giorni si portano tutta casa dietro, o almeno tutto il guardaroba. Non la capisco proprio la gente così. Certo, magari sarebbe carino portare qualcosa per la sera, ma non mi va di riempire tutta la valigia in modo che poi se voglio comprare qualcosa lì non entra niente. Credo di non avere tempo per shopping, però la possibilità deve esserci!
Quindi tre cambi, una felpa, una giacca anti vento, intimi, pigiama, trucchi e shampoo, asciugamano, e basta. Pare che faccia freddo lì, forse addirittura pioverà. Speriamo di no.
Già un paio di progetti sono andati in fumo: non riusciremo a salire sulla Torre Eiffel, perché pare la fila sia di 2-3 ore, e non possiamo permetterci di perdere tutto questo tempo. Non ne vale la pena, e un bellissimo panorama riusciremo a godercelo salendo al Notre Dame. Inoltre, niente giro in bicicletta, perché nonostante costi veramente una stronzata (2 euro al giorno), dovremmo lasciare una carta di credito come caparra. Ma stiamo scherzando?!
Altrimenti tutto perfetto, spero solo che non ci sorprenda il maltempo. Un giorno Versailles, un altro Louvre, domani passeggiata per gli Champs Elysées fino ad arrivare a Notre Dame, ultimo giorno bazzicheremo in giro.
Al mio ritorno cercherò di raccontare tutto nel modo più preciso possibile.
Au revoir!
domenica 15 luglio 2012
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Ieri pomeriggio l'ho passato ad aspettare un pullman che non arrivava. Circa un'ora alla fermata, dopo di che è passato quello dopo (in ritardo) e sono potuta scendere.
Strano quanti pensieri ti vengano quando stai in macchina da sola. Almeno a me succede sempre, da piccola cominciavo a viaggiare con la fantasia verso mondi e azioni assai improbabili.
Ieri pensavo a quanto erano belli quei giorni in cui iniziava a piacerti qualcuno. Quel lieve pizzicorio nel pensare a lui, l'esaltazione di vedere il mondo quasi da un'altra prospettiva rispetto a prima, il sentire che la persona che ti piaceva prima (perché dai ammettetelo, esiste sempre quello che ti piaceva prima che arrivasse quello che ti piace attualmente) è un ricordo, avvolto nella nebbia.
Sono sensazioni che non provo più da lungo tempo ormai, e un po' mi mancano. Certo, non venivo quasi mai ricambiata perché non sono la ragazza dei sogni di tutti, però era una cosa eccitante, ogni volta.
Continuando il mio infinito viaggio verso L. che mi stava aspettando però, ho cominciato ad assaporare l'aspettativa dell'imminente incontro: solitamente appena arrivo gli butto le braccia al collo e rimaniamo per molti secondi abbracciati, senza dire nulla, quasi non ci vedessimo da secoli. E' una bella abitudine, e lo aspetto sempre con impazienza.
Quindi all'improvviso ho capito che non importava le cose che ho perso stando con lui, perché ho acquisito nuovi sentimenti, nuovi abitudini, nuovi momenti speciali che coprono quelli vecchi. Single o fidanzati, godetevi il presente!
Strano quanti pensieri ti vengano quando stai in macchina da sola. Almeno a me succede sempre, da piccola cominciavo a viaggiare con la fantasia verso mondi e azioni assai improbabili.
Ieri pensavo a quanto erano belli quei giorni in cui iniziava a piacerti qualcuno. Quel lieve pizzicorio nel pensare a lui, l'esaltazione di vedere il mondo quasi da un'altra prospettiva rispetto a prima, il sentire che la persona che ti piaceva prima (perché dai ammettetelo, esiste sempre quello che ti piaceva prima che arrivasse quello che ti piace attualmente) è un ricordo, avvolto nella nebbia.
Sono sensazioni che non provo più da lungo tempo ormai, e un po' mi mancano. Certo, non venivo quasi mai ricambiata perché non sono la ragazza dei sogni di tutti, però era una cosa eccitante, ogni volta.
Continuando il mio infinito viaggio verso L. che mi stava aspettando però, ho cominciato ad assaporare l'aspettativa dell'imminente incontro: solitamente appena arrivo gli butto le braccia al collo e rimaniamo per molti secondi abbracciati, senza dire nulla, quasi non ci vedessimo da secoli. E' una bella abitudine, e lo aspetto sempre con impazienza.
Quindi all'improvviso ho capito che non importava le cose che ho perso stando con lui, perché ho acquisito nuovi sentimenti, nuovi abitudini, nuovi momenti speciali che coprono quelli vecchi. Single o fidanzati, godetevi il presente!
sabato 14 luglio 2012
Capita.
Caro papà mi dispiace. Mi dispiace ma io lo faccio. Copulo, ,scopo, faccio l'amore, faccio sesso, ho una vita sessuale, non sono più pura casta e ingenua, uso la mia vagina, e lo faccio indipendentemente dal fatto che parto o meno con L. per quattro giorni. No che martedì parto e tu ogni giorno mi raccomandi di stare attenta "a Parigi e anche altro". Non è che se sto tre notti via da casa e con lui allora torno incinta. Potrei tornare incinta a casa comunque. Tu non lo sai, ma meno di un mese fa lo sospettavo e ho fatto pure un test. Quindi inutile che mi dici di stare tranquilla, lo faccio sia che parti o no. Anzi, probabilmente lì su saremo talmente stanchi di tutte quelle camminate che la sera crolleremo senza fare niente.
venerdì 13 luglio 2012
13/07/12
E' finalmente iniziata l'estate, sono troppo troppo infervorata!
Mi piace quest'atmosfera, tutti sono così gentili, si fa amicizia facilmente, non c'è quella diffidenza che sento durante il resto dell'anno. E' estate, bisogna divertirsi! Purtroppo la vivrò soltanto qualche giorno perché tra qualche giorno parto, prima Parigi poi subito dopo Finlandia, ma è bello respirare quest'aria anche se solo per un po'. E' rassicurante.
Mercoledì sono finalmente riuscita a uscire da sola con A., sono rimasta anche da lei a dormire pure se si è addormentata subito invece di chiacchierare. E' stata una serata carina anche perché ad un certo punto sono venuti L. con i suoi amici, e pare che le abbiano fatto una buona impressione. Mi piacerebbe se quando uscissi con loro ci fosse anche lei, sarebbe molto divertente! Alla faccia di qualcuno che dice che non parlano, io adoro quei ragazzi, e ragazze soprattutto M. e le due F. mi ci sto davvero affezionando in questi ultimi mesi. Sono l'unica parvenza di gruppo che ho dopo aver litigato con tutti quelli con cui sono uscita nel corso degli anni. Forse aiuta il distacco in un certo senso, cioè non sono mie migliori amiche ma "conoscenti" con cui è bello stare insieme qualche serata, con cui posso essere me stessa e non ho remore forse proprio perché non le conosco benissimo.
Sono strana lo so. Ma io con le amicizie proprio non ci so fare.
Godiamoceli questi ultimi due giorni!
Mi piace quest'atmosfera, tutti sono così gentili, si fa amicizia facilmente, non c'è quella diffidenza che sento durante il resto dell'anno. E' estate, bisogna divertirsi! Purtroppo la vivrò soltanto qualche giorno perché tra qualche giorno parto, prima Parigi poi subito dopo Finlandia, ma è bello respirare quest'aria anche se solo per un po'. E' rassicurante.
Mercoledì sono finalmente riuscita a uscire da sola con A., sono rimasta anche da lei a dormire pure se si è addormentata subito invece di chiacchierare. E' stata una serata carina anche perché ad un certo punto sono venuti L. con i suoi amici, e pare che le abbiano fatto una buona impressione. Mi piacerebbe se quando uscissi con loro ci fosse anche lei, sarebbe molto divertente! Alla faccia di qualcuno che dice che non parlano, io adoro quei ragazzi, e ragazze soprattutto M. e le due F. mi ci sto davvero affezionando in questi ultimi mesi. Sono l'unica parvenza di gruppo che ho dopo aver litigato con tutti quelli con cui sono uscita nel corso degli anni. Forse aiuta il distacco in un certo senso, cioè non sono mie migliori amiche ma "conoscenti" con cui è bello stare insieme qualche serata, con cui posso essere me stessa e non ho remore forse proprio perché non le conosco benissimo.
Sono strana lo so. Ma io con le amicizie proprio non ci so fare.
Godiamoceli questi ultimi due giorni!
lunedì 9 luglio 2012
Recensione: la vendetta del traduttore di Brice Matthieussent.
[Ho deciso di darmi alla recensione, già già.]
L’ho preso in mano piena di curiosità, questo nuovo “caso
letterario” francese. L’ultima volta, con “L’eleganza del riccio”, rimasi più
che soddisfatta. Mi aspettavo, quindi, qualcosa di simile, o perlomeno, di pari
qualità. La vicenda di un traduttore che, trovandosi di fronte un romanzo
mediocre quanto banale, decide di prendere in mano la situazione, tagliuzzando
qua e là avverbi ed aggettivi di troppo, evidenziando la propria riprovazione
ed aumentando costantemente la propria influenza sul testo nelle note a pié di
pagina, fino a soppiantare del tutto l’autore. Affascinante, considerato che
anch'io, un giorno, ambisco al campo dell’editoria, in veste di questo
personaggio che “si muove in incognito, disincarnato fantasma docile e fedele
come l’ombra al corpo, inevitabilmente a immagine dell’altro, di questo
chiassoso vicino che si mostra in piena luce”.
E’ di questo che tratta il libro. Ma in modo totalmente
opposto di quello che mi aspettavo.
Dopo gli iniziali capitoli, nel quale il
protagonista/traduttore/scrittore spulcia, alleggerisce, taglia ed aggiunge
propri brani nel testo di un ignoto autore americano, ci immergiamo, in medias
res, nel romanzo vero e proprio su cui sta "lavorando", “La vendetta
del traduttore”, un intreccio senza fine tra l’autore di un romanzo francese
(N.d.T.) ed il suo traduttore americano. Il primo, Abel Prote,è l’unico personaggio con un certo spessore
psicologico, un uomo “odioso, manipolatore, nefasto, arrogante, intelligente ma
egoista, colto ma pedante”, insomma il tipico “cattivo” che dopo essere stato
lasciato dall’amante/segretaria, Doris, si vendica in ogni modo possibile e
immaginabile del secondo, David Grey, giovane ingenuo quanto permaloso. Insomma,
si tratta di un romanzo ad incastri e fino a qui va bene (più o meno, che
banalità!).
Continuando la lettura, tuttavia, l’intreccio si complica
ulteriormente fino ad arrivare a comprendere lo stesso scrittore/traduttore che
ad un certo punto scavalca le righe del testo per entrare dentro alla vicenda,
puff! Non siamo più dinanzi, quindi, ad un romanzo continuamente corretto e
“bistrattato”, bensì ad un metaromanzo nel quale si confondono i piani della
narrazione, senza alcun supporto logico/narrativo, con lo scrittore che diviene
un personaggio a tutti gli effetti: da qui il racconto perde di senso,
diventando a tratti anche noioso. Alcuni brani poi, sono addirittura
superflui,senza alcun legame con la vicenda: il lungo e straziante sogno di
David, oppure la ripresa del di Lolita,
il famoso personaggio di Vladimir Nabokov, fuori luogo, privata del suo
spessore ed appiattita in un ruolo frivolo, grottesco, che fa sfumare la
profondità della sua triste vicenda.
Allo stesso modo l’entrata in scena del traduttore/scrittore
perde ogni suo possibile fascino quando comincia a modificare il testo originale
soltanto per i propri comodi, fino ad una conclusione patetica utile soltanto a
dimostrare l’ebbrezza dell’onnipotenza, quella che ogni traduttore vorrebbe
provare quando “si mette le mani nei capelli per conto di terzi” ma non può
correggere nulla perché “è invisibile, trasparente, il testo deve restare
quello che è, non è suo. Lui lo traghetta solo”.
Infine, qualcuno mi spieghi perché Doris fa in modo che la
corrispondenza libro/realtà sia sempre un po’ distorta,se non esce fuori alla
fine del romanzo, perché far sì che ciò accada?!
Mi spiace, ma non ci siamo proprio.
sabato 7 luglio 2012
Anche l'orale è andato!
La sensazione di libertà è assurda, l'idea che non devo più aprire libro per ripassare inebriante. E' andato tutto molto bene, i professori erano ben disposti nei miei confronti, forse anche per il pezzo di Wagner suonato al pianoforte che è andato molto bene, giusto le mie solite mani che tremano ogni volta che sono in pubblico.
Un'altra cosa positiva è che finalmente ho rivisto A., un po' più incicciottata, sicuramente tenera come prima e stasera faremo una bella chiacchierata, non vedo l'ora :D
Un'altra cosa positiva è che finalmente ho rivisto A., un po' più incicciottata, sicuramente tenera come prima e stasera faremo una bella chiacchierata, non vedo l'ora :D
giovedì 5 luglio 2012
5.07.12
Il sindaco del mio paese che a causa di problemi coi depuratori (perché sono anni che non li controllano e si intascano i soldi) invita i cittadini di limitare l'uso dei servizi igienici privati. Della serie, cagate di meno. Ma si può?
Ieri è tornata A., non vedo l'ora di rivederla. E' una delle persone più effervescenti, più sceme e più dolci che abbia mai conosciuto. (ps, la trovate qui) Domani forse viene a casa, per la prima volta, e spero che mia mamma Finlandese la faccia sentire un po' meno nostalgica del posto da dove è appena tornata.
Una tipa del mio paese che mi guardava dall'alto in basso fino ad un mese fa ora ogni volta che mi vede si ferma a chiacchierare e non mi lascia più andare. Aiuto.
martedì 3 luglio 2012
Battere di tasti.
Impulso di scrivere. Non so esattamente cosa, è una sensazione familiare di quando avevo la pagina facebook (che ho ancora, ma ora si è trasformata in pagina di citazioni) e mi veniva da scrivere cose poetiche, canti d'amore, di frustrazione, di odio, di dolcezza. Erano tutte cose vuote, stereotipate, non ero veramente io. Io non sono la persona che riempie di parole poetiche il proprio ragazzo, e neppure la persona che cerca di fare l'alternativa. Io sono Una Persona. Anonima. E a volte mi sento talmente anonima da potermi quasi definire sola. Guardo il mondo con sdegno, critico, non mi metto mai in discussione e fingo di non essere ferita da chi mi ridacchia dietro, da chi mi disprezza perché mi credo "chissà chi". Però fa male, e solo le persone a cui tengo mi fanno essere fiera di me stessa. Ricordo una sera che N. mi disse che devo fregarmene perché ho tutto dalla vita e sono pure più intelligente della media, e forse ha ragione. Però a volte mi ritengo comunque inutile, brutta, troppo vociante, con una risata che si sente troppo lontano, troppo effervescente da risultare ridicola, per ripiombare nell'anonimato, nel nonesserenessuno. Soprattutto quando capita che anche a persone che reputi tue amiche sembra non importi poi così tanto di te, prese dai loro piccoli, egoistici problemi. Ma chi sono io per biasimarle? Sono forse diversa? No. E mi perdo nell'oblìo del battere i tasti, che tanto fa figo.
03.07.12
Per la maggior parte dei miei compagni guardare gli orali degli altri è demotivante. Per me no, mi fa sentire sicura. Alla fine si tratta soltanto di una chiacchierata con i professori su cosa abbiamo faticato per tutto l'anno!
Ieri L. stava molto giù. Ogni tanto gli vengono questi momenti in cui tutto quello che ha fatto gli sembra inutile, le grandi ambizioni che ha gli sembrano effimere e si attacca a me, "l'unica cosa che sono sicuro abbia un senso". Sono attimi preziosi, che però mi fanno paura. Solitamente sono io quella debole, che ha paura di perderlo, di restare sola e di fare cazzate. Ed è lui quello che mi consola, non il contrario. Ultimamente invece sembra proprio un bambino, Sabato ripeteva di continuo che voleva dormire insieme a me perché col caldo e lo studio non riusciva a dormire, mentre con me si sarebbe sentito al sicuro. Mi sento a disagio a sentirmi dire queste cose. Ma non vedo l'ora di andare a Parigi, cinque giorni ininterrottamente insieme.
Ieri L. stava molto giù. Ogni tanto gli vengono questi momenti in cui tutto quello che ha fatto gli sembra inutile, le grandi ambizioni che ha gli sembrano effimere e si attacca a me, "l'unica cosa che sono sicuro abbia un senso". Sono attimi preziosi, che però mi fanno paura. Solitamente sono io quella debole, che ha paura di perderlo, di restare sola e di fare cazzate. Ed è lui quello che mi consola, non il contrario. Ultimamente invece sembra proprio un bambino, Sabato ripeteva di continuo che voleva dormire insieme a me perché col caldo e lo studio non riusciva a dormire, mentre con me si sarebbe sentito al sicuro. Mi sento a disagio a sentirmi dire queste cose. Ma non vedo l'ora di andare a Parigi, cinque giorni ininterrottamente insieme.
domenica 1 luglio 2012
01.07.12
Fa assolutamente troppo caldo. Le mie gattine sono tre ore che stanno sotto il tavolo, ogni tanto si spostano per trovare uno spazio dove le mattonelle siano un po' più fresche e si risdraiano. Poverine! Lo soffro anch'io, mi sento la testa oppressa e non riesco quasi a pensare, per non parlare dello studiare.
Meno 6 all'orale! Comincio ad avere ansia, i ragazzi della mia classe che sono andati a vedere l'esame di quelli dell'altra classe hanno detto che il presidente si intromette su ogni cosa, fa domande di attualità, prende in giro e quasi 'insulta' i ragazzi facendoli demoralizzare. E chiede la grammatica latina. Io cosa ci dico di grammatica latina che sono tre anni che mi scarico le versioni e ai compiti in classe vado ad intuito? (Prendendo anche buoni voti, non si capisce perché ma sarà un segno dal cielo che mi spinge a diventare traduttrice).
Cerco di non agitarmi. Prometto di non agitarmi.
Quasi quasi vado a sdraiarmi anch'io sotto il tavolo della veranda, va.
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