Questo non è un blog, è un diario. Quindi se vi annoia leggere le giornate noiose di una ragazza noiosa non faccio per voi, davvero. Sono di Roma, mi piace leggere, suonare il piano e i gatti.
sabato 29 dicembre 2012
Momento egoismo.
Adoro dormire insieme a te. Mancano tre giorni al Capodanno di Firenze e lo sto aspettando con ansia. Soprattutto dopo ieri, sul treno quando ti sei appoggiato su di me e hai smesso di muoverti. Sembravi un bambino, con quello sguardo rilassato e le ciglia lunghe, ti osservavo e accarezzavo la curva del naso, delle sopracciglia, massaggiavo delicatamente il capo. Un po’ di solletico alle orecchie, e bacino sul collo. Sono passate tre ore e mi manchi già. Manca il tuo calore, il tuo corpo un po’ spigoloso e la tenerezza che mi ispiri. Mi manca il tuo sguardo che mi guarda adorante. E lo so che non dovrei pretendere di più ma giornate come questa per me non sono mai abbastanza. Vorrei di più. Vorrei svegliarmi con te tutte le mattine, fare la colazione mentre mi parli e io grugnisco perché sono ancora in coma. Vorrei litigare sul fatto che hai un’alimentazione unilaterale e bisogna mangiare tutto e tu rispondi che se sei rimasto magro ci sarà una ragione, e intanto spingi col dito i miei addominali inesistenti facendomi solletico e ridere come un’idiota. Quello che vorrei dirti è che è la quotidianità perfetta che vorrei insieme a te, poterti stare vicina quando sei stanco, arrabbiato e deluso, senza dovere usare messaggi perché neanche chiamarsi si può, c’è troppa gente nelle vicinanze. Vorrei poter vivere la nostra storia come noi la vogliamo, come se non ci fossero altri.
domenica 23 dicembre 2012
Mah.
Il problema della gente che parla male di me è che su attacca sempre al fatto che mi credo chissà cosa, che penso di essere bella, figa, e intelligente.
Mi dispiace per voi ma io ho perennemente l’autostima sotto le scarpe, penso di essere brutta da dover girare con un sacco in testa per strada, faccio foto idiote perché mi vergogno, chiedo sempre perché il mio ragazzo ancora non si stanca di me è non mi lascia. Quindi o ho una gemella bellissima di cui non so niente o avete sbagliato persona.
Per quanto riguarda l’intelligenza, beh ditemi come faccio a non pensare questo di me con certa gente che si fa vedere in giro.
domenica 16 dicembre 2012
sabato 8 dicembre 2012
La solitudine è una brutta bestia, ma non ci vuole molto per abituarci.
Io non sono sola dal punto di vista letterale del termine, ho un ragazzo fantastico, genitori molto presenti, conoscenti con cui uscire e chiacchierare ogni tanto, amiche un po' più strette.
La solitudine di cui parlo io è qualcosa di più profondo. La sensazione di non essere capita, il pensiero che se dici qualcosa a nessuno importa o lo considerano come ridicolo e superato.
Ieri era il compleanno di L., gli ho regalato la saga della Ricerca del tempo di Proust che stava cercando da un po’.
Raccontandone durante una pausa alle mie colleghe dell’università una mi ha detto “oddio il mio ragazzo ci avrebbe sputato sopra, che razza di regalo”, e un’altra “ma perche si devono regalare libri, meglio un dvd che non devi girare pagine”.
Davanti alla faccia attonita le altre, che conoscendole so che erano d’accordo con me, hanno abbassato lo sguardo e fatto finta di niente.
Sono l’unica convinta che si deve combattere le proprie idee contro l’ignoranza del popolino? Sono l’unica, insieme al mio ragazzo ovviamente, a pensare che regalare un libro sia un bel regalo, perché si tratta di scambi di pensieri, opinioni di qualcuno di molto più grande di noi?
Mi sento sola tra persone a me vicine a cui però non interessa ciò che io faccio, che leggo e che penso perché ci sono cose più importanti come la borsa da 100 euro da comprare anche se a malapena hanno i soldi per l’affitto o una canna.
Mi sento sola tra persone che pur stando con me pensano che sia inutile, noiosa e che faccio la superiore.
sabato 1 dicembre 2012
Pensieri.
Il bello è che tante di quelle persone si promettono l’amore eterno con frasi “tra dieci anni saremo ancora qui, a berci la cioccolata calda e a ridere dei tuoi baffi marroni sotto il naso” o che so io, mentre tu quando mi rassicuri dici quasi sempre le stesse parole, che “non so dove sarò tra un anno, o due o tre, ma so che oggi ci sono, e domani, e sicuramente la settimana prossima, perché ti scelgo ogni giorno, ci scelgo ogni giorno”, e questo mi fa molto più piacere che qualunque dichiarazione dell’infinito.
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