Questo non è un blog, è un diario. Quindi se vi annoia leggere le giornate noiose di una ragazza noiosa non faccio per voi, davvero. Sono di Roma, mi piace leggere, suonare il piano e i gatti.
domenica 16 giugno 2013
Con te non c’è bisogno di dimostrazioni, di gesti eclatanti. Non c’è bisogno di tenerci per mano per far vedere a tutti che stiamo insieme, di scriverci frasi dolci su Facebook e di andare ovunque come coppia e in quanto coppia. Se dovessi descrivere la nostra relazione con un gesto sceglierei gli abbracci. I momenti brevi di abbandono tra le braccia dell’altro, il tuo viso nell'incavo del collo, gli occhi chiusi. O le risatine durante i baci. E senza dircelo a voce alta lo sappiamo che quei momenti esistono perché abbiamo bisogno di aggrapparci l'uno all'altra, ogni tanto, di condividere i pensieri oppressivi, le paure, le paure che l'altro se ne vada. Un abbraccio, un bacio fugace a volte è tutto ciò di cui ho bisogno. Ed è bello perché non c'è bisogno di cene a lune di candela ma piuttosto osservarti cucinare per me mentre mi prendi in giro che non sono capace e vederti felice quando mangio tutto e con gusto; non ho bisogno di parole infinite e dichiarazioni e messaggi chilometrici in cui mi dichiari amore eterno quando lo sappiamo che niente è eterno; non ho bisogno di passare ogni giorno insieme a te, perché dentro di me ci sei sempre, quando passo un po' di tempo da sola, o con le amiche, o litigando con i miei. Il bello di noi è che non esistono le promesse, che anzi mi dici che forse non ci sarai per sempre perché quello che vuoi fare di stesso è più importante di quello che vuoi fare di noi, eppure resti sempre, nonostante i miei lamenti le gelosie e i momenti di attaccamento ossessivo, nonostante le volte in cui mi sono sentita troppo dipendente e ti ho messo alla prova, anche con un pizzico di crudeltà. Resti senza catene o costrizioni o radici, ma saldo dentro la nostra storia.
Sono debole, fragile. Solo a pensare di stare senza di lui mi viene il groppo alla gola, i crampi allo stomaco, iniziano a tremarmi le gambe. Mi sento soffocare, svenire. E’ passato tanto di quel tempo dal primo ti amo, dalla prima volta, da quando tutto sembrava bello e nuovo, e penso che dovrei iniziare a vivere il tutto con meno trasporto, con meno foga, con più decoro, con più orgoglio, con più calma, ma non ci riesco. Quando mi dice che esce e non con me e nascondo sempre quel pizzico di ansia che sale: chissà con chi è? Che fa? Con chi parlerà? E’ da pazzi, da gelosi ossessivi, e lo so che non mi tradisce, che dovrei stare tranquilla, ma se si tratta di lui è impossibile, tranne in quei pochi momenti in cui mi accarezza, così, con una cura minuziosa in cui mi fa venire da piangere perché è troppo bello, o quando mi dice che mi preferisce senza trucco perché sono bella lo stesso, più bella. Il resto del tempo mi vedo con i miei occhi e non ci credo che può amare una come me, la immagino con una ragazza più bella, meno lamentosa, con le sue stesse idee e che non sbadiglia quando parla dei suoi interessi; ho paura del giorno in cui non dirà più che le mie sono soltanto delle stupide paure, del giorno in cui non mi rassicurerà più, e soprattutto la sera, da sola, vengono certi pensieri per cui lui non mi ama, non mi ha mai amata e sta con me per l’abitudine e perché per ora gli va bene così. Io invece lo amo, lo amo tantissimo e mi appoggio a lui più di quanto sarebbe furbo, ma la maggior parte delle volte ne vale la pena ed è tutto fantastico. Il nostro amore è ancora il nuovo, il brivido delle prime volte ma anche la sicurezza della stabilità, l’isola sicura, il punto di approdo dopo ogni fatica.
Ma a volte mi riduco talmente male, e da sola, che non so se sapendo tutto questo due anni fa avrei accettato di uscire con lui.
Etichette:
amare,
amore,
insicurezza,
insicurezze,
L.,
paura,
paure
Iscriviti a:
Commenti (Atom)