giovedì 7 febbraio 2013

L'ultima settimana di questo mese la mia famiglia ha intenzione di andare in settimana bianca su in Tirolo, vicino Merano. Io odio sciare, le prime due ore va anche bene, ma quando si è costretti a farlo tutto il giorno per di più per sette giorni, io non ce la faccio proprio, diventa pesante, una costrizione, odio il freddo e ho paura di rompermi una gamba. Per questo quest'anno ho accolto felicissima la scusa dell'università (ho frequenza obbligatoria) tanto più che proprio durante quella settimana sembra avrò un esonero di traduzione. Mia madre ha accettato la cosa, mio padre no, ha rinviato la questione sperando che alla fine mi rassegnassi ma oggi è stato "l'attacco" decisivo. Reazione? Ha iniziato a urlare dicendo che lui fa i sacrifici e alla sua età se la sognava la settimana bianca ma non poteva, ha tirato fuori L. (come al solito) dicendo che era solo per fare venire lui quando starò a casa da sola, che sono un'ingrata eccetera eccetera. Mi ha presa a parolacce e mandata fuori dalla stanza. Ora, si è rassegnato perché mia madre lo ha fatto rinsavire, però io non ce la faccio più. Ho 19 anni (e quando si parte così sembrano le solite lamentele degli adolescenti, amen) e molti miei compagni di corso vivono da soli. Io devo ancora sentirmi le madornali sullo stare qualche giorno sola a casa. Sì, sono un'ingrata, e sì, vorrei tanto essere economicamente indipendente per potermene andare di casa e poter rispondere per le rime senza paura che mi "tolgano" certi "privilegi". Vorrei tanto, soprattutto quando devo vivere con persone così meschine ed egoiste. Poi questo è uno sfogo, magari tra meno di un'ora me ne pentirò pure.

domenica 3 febbraio 2013

Oggi mi sento scomoda. Ho questo senso di non appartenenza, di qualunque cosa faccia la faccio male, che tutti quelli che mi sono intorno non fanno che puntarmi il dito contro, davanti o dietro le spalle. Oggi mi sento una persona che forse sarebbe meglio se non esistesse, o che almeno è indifferente se esiste o meno, mi sento intercambiabile, sostituibile, forse già sostituita, o forse ciò che rappresento è talmente poco che non c’è neppure bisogno che qualcuno prenda il mio posto. Oggi mi sento nessuno.